The Avengers: believe the hype

Spoiler: Loki è un superfigo ma vincono i buoni.
Ultimamente sembra che il criterio di valutazione dei film spazi tra “genio” e “cagata” senza vie di mezzo: The Avengers aveva un hype pre-uscita altissimo, tant’è che sono corsa a vederlo IERI. E devo dire che l’aspettativa è stata ampiamente soddisfatta, il film è divertente, si è riso molto, ci sono un sacco di personaggi bellissimi, Joss Whedon riesce a farne una storia coinvolgente (non che sia l’ultimo dei pirla, sia chiaro), che dura più di due ore e non stanca ma DIVERTE MOLTISSIMO! L’HYPE AVEVA RAGIONE! Interessante lo sviluppo di alcuni personaggi, in particolare il Bruce Banner di Mark Ruffalo e la crescita di Natasha/Black Widow.
I costumi li ha realizzati Alexandra Byrne, già costumista di Thor, e il suo lavoro segue le scelte di regia nel creare una squadra da un gruppo di persone che più divergenti non potrebbero essere, sviluppando individualmente soprattutto la versione “in borghese” dei supereroi fino al momento in cui non diventano effettivamente un team.

chissà com'è che i primi Iron Man hanno incassato abbastanza per fare The Avengers

Non si tratta dell’ennesimo Iron Man, perché The Avengers è davvero un film corale, dove ogni personaggio trova il suo giusto spazio senza rendere l’azione dispersiva né frammentata, ma i diversi contesti di provenienza della squadra si riflettono nella sceneggiatura anche nei riferimenti agli abiti, alla differenza tra “uniformi” e “armature”, al bisogno di indossarle, le armature (metafora sottilissima), al fatto che Hulk l’armatura non ce l’ha.

Anche volendo credere a Capitan America e al suo c’è un solo dio e di certo non si veste così, Thor (Chris Hemsworth) anche in versione estiva e smanicata ha a tutti gli effetti le sembianze di una divinità (ehm), e anche senza l’armatura di spalle e mantello mantiene l’aria di quello pronto alla battaglia, è quello che ha più familiarità con Loki e sa a cosa va incontro. Perciò anche se ringraziamo la costumista per averci fatto vedere le braccia di Chris Hemsworth, il suo costume leggero è comunque rigido e sottolinea le caratteristiche della forza fisica del personaggio. Nel corso del film le prende un po’ da tutti, ma soprattutto le dà. Del resto ha un martello che scatena fulmini. Thor CI PIACE.
Per la gioia di grandi e piccini, rivediamo Thor.

thor con la faccia da compagnone o "l'amico pirla" cit.

Steve Rogers, Capitan America (Chris Evans) è invece il classico soldato americano congelato ai tempi della seconda guerra mondiale e scongelato per unirsi agli Avengers: il suo look semplice riflette il suo carattere e la sua fiducia nell’onore, nella tradizione militare e eroica da cui proviene. E’ un uomo degli anni 40, e anche il suo abbigliamento di flanella e pantaloni a vita alta è anni 40. Si rende conto di essere fuori tempo e fuori luogo, tant’è che è lui il primo a chiedersi se abbia ancora senso indossare le stelle e strisce della bandiera.

Natasha Romanoff  (Scarlett Johansson) è una spia fredda e addestrata nelle arti marziali, e passa dall’indossare abitini scollati (come in Iron Man 2) e giocare di seduzione quando è in missione da infiltrata, a un più semplice look casual (non ho trovato nessuna foto ma quando arriva sulla portaerei ha le zeppe, per dire), in cui la giacca di pelle richiama la sua appartenenza allo Shield senza uniformarla agli altri. Non è un soldato, ma una spia.

Il suo personaggio viene sviluppato molto bene per tutto il film, e se si inserisce nel gruppo è soprattutto per espiazione personale: si ritrova emotivamente coinvolta quando Loki si serve dell’agente Barton (Jeremy Renner), ma le sue abilità nella manipolazione sono un collante che unisce le azioni di tutta la squadra.

Occhio di Falco. Che per la maggior parte del film è vestito come un atleta decathlon. La sua specialità sono arco e frecce, quindi anche la sua uniforme Shield, pur mantenendone i colori scuri, si differenzia dalle altre perché legata alla particolarità di quest’arma non convenzionale.
La vera rivelazione del film è però l’interpretazione di Mark Ruffalo del tormentato Bruce Banner, mite scienziato con “un problema di controllo della rabbia”. Natasha lo raccatta in un villaggio (indiano?) dove fa il medico, e il suo abbigliamento è tipico di chi non si preoccupa troppo del look, anche se la camicia viola è un riferimento piuttosto netto all’Hulk originale del fumetto e ai suoi pantaloni rotti (viola).

Quello che invece all’abbigliamento e allo stile dedica parecchia attenzione è Tony Stark, “genius, billionaire, playboy, philanthropist”, l’appariscente star del gruppo, che arriva con la musica degli AC/DC e indossa per metà film una t-shirt dei Black Sabbath. Robert Downey Jr. riprende il ruolo dell’apparentemente superficiale ed egocentrico inventore di Iron Man con lo stesso stile dei film precedenti, e il look è sempre quello dello yuppie contemporaneo, ricchissimo e alla moda, che alterna t-shirt a strati a completi eleganti (con le scarpe da ginnastica).

I veri e propri supereroi entrano definitivamente in scena all’apertura del varco, nei loro costumi canonici, che assumono perciò un valore più simbolico:

il ruolo di Avengers, difesa o vendetta della Terra, si guadagna solo quando tutti lavorano in gruppo: così i loro abiti assumono un valore emblematico (Thor e Capitan America) oltre che puramente funzionale (Iron Man e Black Widow). Nel crescendo verso il finale, si realizza quanto importante è l’idea degli Avengers per le persone che sono chiamate a proteggere: invece di mascherare il fatto che mettere insieme sei personaggi diversissimi in tutine sgargianti possa sembrare involontariamente LOL, la costumista Alexandra Byrne e il regista Joss Whedon elevano il costume del supereroe a simbolo. Gli Avengers sono più di ciascuno di loro come individui, la cosa importante è quello che rappresentano tutti insieme come gruppo.
Così vediamo Capitan America indossare sì, le stelle e le strisce, e diventare il comandante (sennò non lo chiamavano Captain America), Iron Man e la sua armatura diventano la mente tecnologica, mentre Black Widow passa da spia a donna d’azione, in una tuta che richiama quella degli agenti Shield ma adatta alle sue capacità nelle arti marziali (“more like a wetsuit”, scopriamo grazie alla rubrica avere lì Scarlett Johansson e farle domande stupide sul red carpet romano), Hulk diventa forza scatenata, incontrollabile ma mirata, che SPACCA, mentre Hawkeye occhiodifalco resta defilato, un po’ perché sta in cima agli edifici con arco e frecce, un po’ perché c’è in giro anche Thor (di nuovo con l’armatura completa) che  ha UN MARTELLO CHE TIRA GIU’ I PALAZZI, altro che Legolas e le frecce tecnologiche.

Come Thor, anche Loki arriva in due versioni, una è l’armatura con cui si era proclamato re di Asgard, coperta d’oro, con l’elmo e il mantello verde, l’altra meno imponente, alleggerita nelle decorazioni, anche se comunque “aliena” e così estranea che risulta completamente fuori luogo nell’attico ultramoderno di Tony Stark. Come nel film precedente, anche qui Loki si mimetizza con gli umani in completo elegante, scarpe lucide, sciarpa di seta e giacca lunga (come quella del costume di Asgard con cui sta in giro per il resto del film), e al di là del fatto che Tom Hiddleston ha un fascino tutto britannico con cui sarebbe figo anche in tuta, c’è tutto un effettone CGI che trasforma il completo da umano nel suo costume originale che lèvati.
Agevolo altra foto di Loki ingiustamente trascurato fino a questo punto, per la gioia delle fangirl (sempre dal red carpet romano) che dicono ma non è cattivo è che è stato maltrattato da piccolo

và, sono addirittura due

Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati: tra gli agenti dello Shield in particolare Nick Fury (Samuel L. Jackson) con il suo cappotto di Matrix  look che più che allo stile militare richiama la pirateria e i mercenari: anche se a capo del progetto Avengers, Nick Fury non è un burocrate ligio alle regole senza se e senza ma, è un militare di carriera, ma è soprattutto uno che se deve fermare un jet lo insegue con il bazooka.

Se invece l’agente Coulson, già visto nei vari film precedenti, resta nel suo look da portaborse-segretario politico di giacche e cravatte, la vera uniforme degli agenti è quella di Robin Maria Hill (Cobie Smulders), elegante e rigida nel portamento, nel trucco e nell’acconciatura, funzionale sia se c’è da dare ordini e riceverli alla radio nella fredda sala di comando, sia se bisogna saltare su una macchina e inseguire la gente nei tunnel.

Si fanno notare nonostante la marginalità dei ruoli anche il professor Selvig (Stellan Skarsgard),che nello smarrimento e nella mancanza di coscienza del “rapimento” diventa propriamente lo scienziato pazzo, spettinato, con la barba e l’abbigliamento in disordine, e soprattutto Pepper Potts (Gwyneth Paltrow), che vediamo finalmente senza gli abitini formali da top manager, in un paio di scene “casalinghe” in shorts e maglietta, capelli legati, piedi nudi: ora è a tutti gli effetti a capo delle Stark industries e viaggia sul jet privato in chanel ma è anche semplicemente la ragazza di Tony Stark.

Certo The Avengers è un film dalla realizzazione impegnativa, e gestire un cast così ricco, variegato e soprattutto pieno di gente da Oscar non deve essere facile per  il reparto costumi. Alexandra Byrne svolge, come già per Thor, un lavoro organico e ben sviluppato nei dettagli, e il 3D le fa solo un favore. La difficoltà di unire contesti diversi come la mitologia nordica di Thor e Loki, la contemporaneità di Tony Stark, la tradizione retrò di Captain America e l’ambiente paramilitare dello Shield sembra risolversi senza troppe perplessità, né sul livello narrativo né certamente su quello visivo.

Comunque #TeamHulk. Perché Hulk SPACCA.

Immagini © 2011 MVLFFLLC

14 thoughts on “The Avengers: believe the hype

  1. Visto ieri!
    Bellissimo!
    Mi è piaciuto un sacco Mark Ruffalo nei “panni” (per così dire) di Hulk.
    Tra l’altro, lui arrivava dritto dritto da ll’India, e secondo me il suo look aveva un’aria un po’ da banlieue indiana (il completo di lino coi pantaloni a vita alta e la riga di lato anni 70).

    Ah, ho anche visto Biancaneve (Mirror Mirror) e ti ho pensata: i costumi sono spettacolari e meriterebbero un post!

    Ciao!

    • il lino trasmette sempre facilmente i concetti di “caldo” e “paese esotico” e ci stava benissimo.
      Biancaneve ancora non l’ho visto, ma me ne hanno già parlato in tanti, in questo periodo ci sono tanti film da vedere e sono già indietro :) appena recupero provvederò anche a quello!

  2. Ho visto il film ieri e devo dire che è davvero perfetto. Nessun punto morto, nessun calo di azione, combattimenti perfettamente calibrati (effettivamente far lottare Black Widow e HawkEye era l’unica soluzione per dar loro lo spazio dedicato anche agli altri Avengers). Tony Stark, come sempre, risulta essere il miglior personaggio in circolazione, per caratterizzazione e carisma. Una piacevolissima sorpresa è stato Bruce Banner/Hulk, che ha dato quel nonsochè di epicità, con certe eccellenti chicche. Consiglio a tutti di vederlo. Personalmente riandrò con un altro gruppo di persone per poterlo rivedere e goderne appieno.

    SPOILER – Alla fine, dopo i titoli di coda, se non erro compare Thanos. Dopo la proiezione ci siamo ritrovati al bar per capire chi fosse il misterioso osservatore e rivivere i momenti clou del film. Stupendo, davvero.

  3. -Inizialmente Thor aveva l’armatura smanicata perchè era diventato troppo muscoloso per la precendete e non ci entrava più. TRUE STORY.
    -Nick Fury ha un bakooza perchè nell’universo Marvel ha SEMPRE un bazooka come accessorio di design. Insomma, è lì che il lettore lo riconosce come il vero Nick.
    -Sei rimasta fino alla fine dei titoli di coda per la scena bonus, vero?

      • SPOILER – siccome non ci possono mettere gli alieni mutaforma perchè i diritti non si sa bene che fine abbiano fatto, hanno ravanato questo tizio chev è mutaforma pure lui. Si crede, o meglio si spera, che si arrivi ad una saga in stile “invasione degli ultracorpi” intitolata Secret Invasion.

      • SPOILER – La menata mentale è —> dalle inquadrature e dalla posizione degli specchi è *evidente* che qualcuno li spia di nascosto —> invasione nascosta dopo aver studiato i soggetti da rimpiazzare —> MUTAFORMA —> secret invasion.

        La cosa triste è che questa para mentale è praticamente collettiva. XD

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