Costume Design and Fashion: A Multi-Million Dollar Industry

The-Great-Gatsby_Carey-Mulligan-dress-side_Image-credit-Warner-Bros(Premessa: pensavate che questo blog fosse andato alle ortiche? no. Ho solo lavorato moltissimo quest’anno e anche se ora ho più tempo, non riesco a riprendermi dalla pigrizia. Sono così pigra che anzichè scrivervi delle splendide tutine di Star Trek, di Moonrise Kingdom e Gatsby, ho chiesto al gentilissimo e stilosissimo Chris Laverty di Clothes on film il permesso di tradurre quest’articolo di una collaboratrice del blog perchè penso che sia un tema interessante, e come al solito non c’è traccia di questa discussione in italiano, da nessuna parte. Detto questo, l’articolo originale è qui - se non riconoscete come scrivo di solito, è perchè faccio la costumista e non la traduttrice. Come al solito, commenti aperti)

14 maggio 2013 – Mentre Prada, Tiffany & Co., e Brooks Brothers si sono dati alla produzione di linee ispirate al Grande Gatsby, consideriamo l’influenza che il costume ha sulla moda, un punto di discussione tra costumisti e stilisti di moda. L’alleanza tra costumisti e stilisti è stata sia positiva che contenziosa: la moda ha una storia molto più lunga del costume, ma fin dagli inizi del cinema, le due categorie hanno coltivato un rapporto intimo. 

Dagli albori del cinema, la moda ha sempre avuto una posizione di rilievo nei fashion show, che si sono evoluti passando da semplici filmati delle passerelle fino a diventare dei corti cinematografici attraverso l’introduzione di una trama che riguardasse i capi (Bruzzi, 4). Il costume all’inizio era influenzato dalle passerelle contemporanee, basti pensare agli iconografici abiti in sbieco di Vionnet che avvolgevano i corpi delle attrici sul grande schermo. Fin dagli anni ’30, il costume e la moda contemporanea hanno iniziato lentamente a prendere due percorsi diversi. Il primo cambiamento fu l’assunzione di Gilbert Adrian e Howard Greer da parte della MGM per un film di Cecil B. DeMille: l’ingresso dei due nell’industria cinematografica fu un punto di svolta nella storia del costume. (Bruzzi, 4)

Letty Lyton_Joan Crawford dress full_Image credit MGM

L’abito bianco di organza disegnato da Adrian e indossato da Joan Crawford in Letty Lynton (1932). Copie di questo modello riempirono i negozi nei primi anni ’30

Adrian lavorò come responsabile del reparto costumi della MGM dal 1928 al 1942. Durante questo tempo trasformò Greta Garbo in un’icona di stile. Anche Joan Crawford; l’abito bianco con le rouches per Letty Lynton, un abito delicato e affascinante, catturava la fantasia con le pieghe e fu largamente copiato dai negozianti. Crawford e Adrian catturavano la moda con completi dalle spalle larghe e una semplicità elegante. Lo stile di Adrian piaceva al pubblico dei film – l’allure di Garbo o Crawford, mentre indossavano dei look leggermente stravaganti ma carichi di emozioni sullo schermo, comunicava con loro. C’era e c’è ancora un bisogno di ottenere ancora questo fascino mentre i marchi di moda si affrettano a riempire i negozi con le loro versioni rivisitate (LaVine, 166). Adrian si spostò poi definitivamente verso il design della moda e oggi è rispettato in entrambi i settori.

Spesso anche stilisti di moda sono stati direttamente incaricati dagli studi, grandi nomi come Coco Chanel, Elsa Schiaparelli e Hubert de Givenchy. In tempi più recenti stilisti come Giorgio Armani, Ralph Lauren, Jean-Paul Gaultier e Vivienne Westwood hanno lavorato come costumisti (Bruzzi, 8). Ci sono state occasioni in cui la realizzazione dei costumi non è andata a buon fine con gli stilisti, e alcuni hanno abbandonato le collaborazioni dopo pochi progetti. Chanel faticò nel lavorare con Gloria Swanson e si rifiutò di compromettere la sua visione a favore dello svolgimento del film (Bruzzi, 3). Nonostante le difficoltà, ci sono state alcune meravigliose eccezioni, Givenchy e Audrey Hepburn, per esempio, fu un’accoppiata vincente, iniziata sul set di Sabrina. Edith Head e Givenchy lavorarono entrambi per il film, ma Givenchy disegnò l’intero guardaroba parigino di Sabrina, un lavoro di fantasia e bellezza, che creò dissapori con Head. In questo caso, le discussioni su chi disegnò cosa durarono fin troppo. Molti stilisti sono stati in grado di dedicarsi a entrambe le professioni, ma non tanti stilisti rimangono nel mondo del costume. Il ruolo lavorativo è diverso ma in entrambi i casi si tratta di creare un sogno da indossare; è questo sogno che comunica con il cuore degli spettatori di cinema e degli appassionati di moda.

00/00/1954. FILM "SABRINA" DE BILLY WILDER

Audrey Hepburn indossa un particolare abito con il collo a barchetta. Tuttora si discute se la paternità di questo look sia della costumista Edith Head o di Hubert de Givenchy, lo stilista che collaborò con Hepburn per Sabrina.

Un film ha una portata di pubblico enorme, che raggiunge il pubblico all’esterno e momentaneamente lo trasporta in un’altra realtà. Non succede così anche con la moda, quando vediamo un abito da gala o la perfetta eleganza dell’abbigliamento maschile su misura nelle vetrine? Lo spettatore si trasforma per un momento, e chi non vorrebbe poter trattenere quel momento, poterlo rivivere a piacimento per godersene la fantasia? Quando il mondo della moda trova il suo spunto nel costume abbiamo l’opportunità di portare a casa questa piccola fantasia. Questo è successo per decenni con esempi notevoli, come quando Edith Head e i suoi costumi per Zaza influenzarono un revival di moda ispirata ai primi del 900 sulle passerelle di Parigi (Maeder, 80). Più recentemente, una serie tv popolare come Mad Men sfoggia uno stile così affascinante e nostalgico da trovare facilmente spazio nei negozi giusti. La costumista Janie Bryant e Banana Republic hanno collaborato per creare una linea che riflettesse il look degli anni 60 della serie e allo stesso tempo mirata alla clientela della catena di abbigliamento.

Con l’influenza di cui si ha testimonianza fin dai primi tempi dello showbusiness, il costume comunica con le masse in un modo che le passerelle di alta moda non possono ripetere. I film sono accessibili; portano lo spettatore in un mondo astratto dominato da forze creative e sforzi di immaginazione altamente persuasivi. L’industria ha sempre apprezzato l’influenza dei media sul consumatore, e non è una sorpresa che le catene di abbigliamento lavorino con i costumisti. Oltre a Banana Republic, tra le compagnie che hanno creato linee in collaborazione con costumisti ci sono H&M con Trish Summerville (Millennium – Uomini che odiano le donne), e Neiman Marcus, Bloomingdales e Macy’s, che hanno portato nei negozi una linea ispirata al Grande e potente Oz (Sue Wong, basata sul lavoro di Gary Jones nel film).

Mad Men_season 6_John Hamm, Jessica Paré shimmer mid_Image credit AMC

Jon Hamm (Don Draper) e Jessica Paré (Megan Draper) nella serie tv Mad Men. La costumista Janie Bryant ha collaborato con il marchio di grande pubblico Banana Republic per creare una linea legata allo show.

Non si può sorvolare su questa relazione come se fosse una coincidenza; il costume affascina il pubblico del cinema e la moda reagisce con linee ispirate. Questa collaborazione, sia esplicita che non, è altamente positiva. Da Adrian a Prada, i costumisti e i designer di moda si troveranno sempre strettamente allineati, l’industria ne guadagna e il pubblico può portarsi a casa un simbolo di fantasia.

Di Kristin Koga per Clothes on Film

Kristin si è laureata in Textile and Clothing presso la California State University, Long Beach. E’ un’aspirante costumista ed è la titolare di Fashioned for the Geek, blog che si occupa di costume nella televisione.

Fonti:

Bruzzi, S. Undressing cinema, clothing and identity in the movies. Taylor & Francis, 1997. Print.
La Vine, W. Robert. In a glamorous fashion: the fabulous years of Hollywood Costume Design. New York: Charles Scribner Sons, 1980. Print.
Maeder, Edward. Hollywood & History. Los Angeles: Lucasfilm Ltd., 1887. Print.

© 2013, Contributor. Clothes on Film

About these ads

One thought on “Costume Design and Fashion: A Multi-Million Dollar Industry

tu che ne pensi?

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s