Basics: Rossella O’Hara

Parlare di costumi cinematografici a prescindere da Via Col Vento e quegli ingombrantissimi abiti è impossibile, perciò cominciamo da Via Col Vento.
Da Miss Rossella.

(I costumi sono firmati da Walter Plunkett, autocandidatosi per il progetto del film.
Per approfondimenti sui costumi di Via col vento, suggerisco la pagina del Harry Ransom Center di Austin, Texas, dove sono conservati alcuni abiti in fase di restauro grazie a donazioni – stavano andando a pezzi)

non fatevi ingannare dal bianco

La prima volta che Rossella compare in scena è in bianco, con delle balze esagerate. L’abito è chiuso fino al collo, verginale, eppure gli accessori (i fermagli, la cintura) sono rossi, segno che la personalità della nostra protagonista contiente già una passione appena accennata, ma pronta a emergere: alla merenda dai Wilkes infatti si presenta con un abito “troppo scollato” (secondo Mammy), con le braccia scoperte, con un cappello più grande di tutti gli altri:

melania, non volevo assolutamente farmi notare

Al contrario di Rossella, la buona Melania indossa colori spenti, ha i capelli raccolti, le maniche lunghe. Il contrasto dei due abiti rispecchia il conflitto tra i due personaggi. Dove Rossella è appariscente, Melania è dimessa; Rossella è problematica, Melania tranquilla e devota; Rossella si sposa per dispetto e Melania per amore.
(qui è dove tralascio l’abito da sposa se no non ne usciamo più, il film dura più di tre ore)

il sentito lutto di Rossella

Rossella porta il lutto per la morte dell’inutile primo marito controvoglia e si vede, riesce ad essere appariscente anche in nero, con un abito che è solo una versione nera delle vesti da ballo delle altre (nel frattempo ci sono zie che svengono). La vediamo andare in stazione con Melania a ricevere Ashley, di ritorno dalla guerra, con il cappello verde che Rhett le porta da Parigi, esagerato rispetto al berretto e alla mantella di Melania, vestita di lana:

Nel frattempo ad Atlanta c’è la crisi, altro che “vinciamo in un mese”: la guerra di secessione spinge anche Rossella a seguire Melania nel volontariato, e, per la promessa fatta ad Ashley, ad assisterla durante il parto e dopo, portandola con sè a Tara, con l’aiuto di Rhett.

zia MA CE LA FAI?

In un momento in cui vediamo perfino Rossella, solitamente superficiale e insofferente, vestirsi umilmente per aiutare i feriti in ospedale, la zia rappresenta perfettamente quella che Rhett descrive come la fine di un epoca e di un mondo. Mentre Atlanta e il sud cadono a pezzi, c’è chi si mette in viaggio con pizzi e cappelliere.

A Rossella invece è rimasto un solo vestito, con il quale la vediamo dal parto di Melania all’improvvisa fuga da Atlanta, fino al cercare di risollevare le sorti di Tara alla fine della guerra, vestito che, come Rossella, subisce i danni delle fatiche, della disperazione, della fame.

comunque anche gli altri non è che siano eleganti, eh

Anche alla morte del padre, alla quale non è dedicato molto tempo, Rossella e gli altri restano vestiti allo stesso modo, la povertà è tale che non ci sono gli abiti da lutto. Quando però si tratta di presentarsi in pubblico, anche se di fatto in cerca di aiuto, l’orgogliosa Rossella non può rinunciare alla presentazione, ed ecco l’intuizione di trasformare in abito e accessori le tende, passamanerie comprese.

quando il gioco si fa duro...

La tenda diventa abito e accessori, cappello, borsa, cintura: la cura con cui Rossella si presenta a Rhett è disperatamente vivace e dignitosa; sarà anche stato fatto riciclando gli arredi, ma la tenacia di Rossella nella lotta per la sopravvivenza della sua piantagione è forte e si riflette nel mantenimento dell’aspetto da alta società.
E se l’abito non conquista l’aiuto di Rhett, è abbastanza per conquistare il fidanzato di sua sorella.

che palle fingere di essere triste

Il matrimonio con Franco è l’inizio della rinascita e del benessere per Rossella, il negozio e la segheria hanno successo e basta qualche minuto con diversi cambi d’abito a far capire che Rossella sta bene, così bene che guida la carrozza da sola. Tornata vedova, il lutto è solo una seccatura.

du stracci

Solo con il terzo matrimonio, Rossella si lancia nella vera e propria ostentazione, sia nell’arredamento della casa, sia nell’abbigliamento. Il matrimonio in sé non si vede, ma ancora i cambi d’abito si fanno sempre più frequenti e sempre più lussuosi. Ci sono sete e tessuti scintillanti, piume, pellicce, accessori e gioielli in ogni occasione. Rossella è diventata una signora ricca, e ci tiene a dimostrarlo in ogni momento. La vediamo anche togliere dalla valigia le calze, di cui Rhett le aveva parlato durante la sua prima vedovanza, tornando da Parigi. Rossella è ricca, appariscente e alla moda. Curioso che sia in bianco quando cerca (per l’ennesima volta) di sedurre Ashley.

ci vai alla festa, e ci vai VESTITA DA ZOCCOLA.

Rhett spedisce a forza Rossella alla festa di Melania, alla quale lei non vorrebbe nemmeno partecipare, e le sceglie l’abito più vistoso del guardaroba. E’ un abito che già guarda al novecento, rosso, che di nuovo si contrappone alla sobrietà di Melania e delle altre invitate. Gioielli e accessori sottolineano la forzatura di Rhett su Rossella per rivelarsi (e vestirsi) per quello che è, una donna con un forte bisogno d’attenzione (non la sua, EH).

Ed è sempre il rosso il colore che racconta la Rossella solitaria (e, ci viene suggerito, ALCOLIZZATA) che si alza di notte, lasciando la stanza da cui ha escluso il marito, come dice Rhett, “per sognare di lui (Ashley) in solitudine”. Sempre innamorata, la passione con cui si dispera, la pesantezza della scena è la stessa di quel velluto, di quel rosso scarlatto da muleta (no, non è didascalico, penniente)

Anche in convalescenza dopo la caduta dalle scale e l’aborto, la nostra insopportabile eroina non rinuncia ai sobri orecchini diamantati grossi come lampadari. Peccato che poi la figlia MUORE.
(tanto l’avete visto tutti)

TARA!

E infatti nelle ultime scene finali, riecco Rossella in lutto, in nero, questa volta più sobria ed elegante, per interpretare la chiusura del film: la morte di Diletta prima, di Melania poi, infine la realizzazione che l’amore per Ashley non aveva mai avuto ragione d’essere, e che Rhett, l’unico ad averla davvero capita, davvero amata e soprattutto, assecondata con una pazienza esasperante, la sta lasciando definitivamente.

Oddio, definitivamente: after all, tomorrow is another day.

2 thoughts on “Basics: Rossella O’Hara”

  1. post interessante e diverte su un film (mi correggo IL FILM) che ha fatto la storia del cinema.
    Bisogna però dire che Rossella (cioè Vivien Leigh) stava da Dio, pure se le mettevano addosso un paralume…

tu che ne pensi?

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