Bridesmaids

Mi è piaciuto molto questo film, commedia femminile che non ha nulla da invidiare a quelle più maschili(-ste) che si vedono di solito. Kristen Wiig, regina del Saturday Night Live, interpreta Annie, una ragazza in crisi che tracolla definitivamente quando la sua migliore amica le chiede di farle da damigella d’onore: ogni tappa prematrimoniale si rivela un disastro che metterà in crisi il loro rapporto, incrinato anche dall’ingombrante presenza di Helen, futura cognata e aspirante damigella d’onore. I costumi sono firmati da Leesa Evans e Christine Wada, due che di comedy ne sanno a pacchi.

Le damigelle e la sposa sono sei personaggi ben distinti e ben caratterizzati: ognuna ha le sue peculiarità e i costumi scelti sottolineano queste differenze senza mai distrarre o scadere nell’esagerazione stereotipata che si ha spesso nelle commedie rispetto alle donne.

Annie, la protagonista, sentimentalmente ed economicamente disperata, è un personaggio fortemente legato al passato, a cui guarda con aria di nostalgia- in particolare la sua storica amicizia con Lilian (la sposa, interpretata da Maya Rudolph), rispetto alla recente conoscenza di Helen. Il suo look è caratterizzato da capi vintage, cose di seconda mano, decoltè anni 80-90, né stivaletti né plateau. Particolare anche il vestito da tennis giallo Lacoste con cui si presenta alla partita con Helen. Ci sono molti richiami agli anni 90, giacche con le maniche arrotolate, abiti e gonne fin troppo corti – nella scena dell’aereo è l’assistente a correggerla perché come on it’s the nineties!…ehm, NO.

Helen al contrario è una che si concentra sull’essere sempre perfetta, elegantissima, e l’esagerato abito lungo con lo strascico con cui si presenta alla festa di fidanzamento di Lilian è solo un esempio dei successivi look monocromatici che sembrano usciti dalle riviste di moda. Lilian, elegante ma poco vistosa, è la futura sposa, serena ma insicura; Rita, volgare e insoddisfatta, ha quasi sempre lo stesso modello sexy e definito; Becca la nerd invece ha un look preppy da ragazzina, fatto di cardigan, cerchietti e colori pastello. Infine Meghan praticamente non sembra avere alcun gusto, il suo abbigliamento è sempre e solo pratico (che comunque non giustifica le orride ciabatte).

La scena disastrosa della prova abiti è sottilmente ironica. mentre Annie sceglierebbe l’abito più semplice perché costa meno, Helen sceglie un abito che è la summa di tutti gli orrori matrimoniali americani: costosissimo, il colore è un lilla-che-solo-a-un-matrimonio-e-proprio-proprio-se-mi-obbligano, forma orrenda che non sta bene a nessuno, ma firmato. E’ esattamente l’abito che sceglierebbe Helen, precisa e decisa a fare come vuole lei. Interessante anche che il look del poster e della campagna stampa, con gli abiti magenta, è stato realizzato apposta per evitare di rivelare la gag finale del film.
In cui si scopre che il pregiato abito nuziale procurato da Helen, realizzato a Parigi, fatto su misura, è un orrore che secondo la sposa solo una sega elettrica potrebbe migliorare, la meringa imperiale regina delle meringhe tutte, la festa delle balze. Ma del resto all’elegante festa perfetta organizzata da Helen ci sono anche pedane galleggianti, schermi a led e raggi laser.
Meno male in Italia ognuno si veste come vuole.

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