X-Men First Class: supereroi e vintage

Ci sono film che vanno visti perché sono importanti, film da vedere per cultura, film da vedere per informazione, e poi c’è la maggioranza che sono i film da vedere solo per puro divertimento. Come per esempio i film dei fumetti. Agevolo precedenti di alto livello.
Dopo aver quasi completamente rimosso dalla mia memoria i precedenti film di x-men, guardo X-Men First Class con ignoranza e pop-corn. Ovviamente il fumetto non l’ho letto (la mia conoscenza di fumetti si limita a un’insana devozione per Dylan Dog) perciò il commento sui costumi ne tiene conto fino a un certo punto. Del resto qui si parla di film.
Tanto per introduzione, saltiamo il passaggio in cui il giovane Erik viene torturato dai nazisti e Charles Xavier fa amicizia con la ragazza blu e passiamo direttamente a quello che è il presente del film: gli anni 60. Anche se in questo caso l’impronta di base è vintage ma con un’aria contemporanea – soprattutto sugli abiti maschili, Film di supereroi ambientato negli anni 60 per quanto riguarda i costumi può voler dire solo una cosa: figata.

Semplificando, ci sono due gruppi di personaggi, che per comodità chiamerò i buoni e i cattivi.
I buoni:

Uno dei protagonisti è il professor Charles Xavier, esperto di genetica, che cerca di riunire tutti i mutanti per aiutare la CIA a sventare la terza guerra mondiale. Per quanto non sia riuscita a capire se sia americano e parli con accento inglese o sia inglese e viva in america, il suo ruolo è quello di intellettuale, teorico, e colonna portante morale del gruppo. Infatti è sempre vestito da professore, elegante o più casual informale, mantenendo quasi sempre grigi e blu. E’ un telepate, e come gli rinfaccia l’amica blu Raven, il suo potere non è visibile e appariscente, ma lavora con la mente.

Insieme a lui c’è Erik, che ha il potere di controllare i metalli e che più che salvare il mondo vuole solo vendicarsi del nazi che gli ha ucciso la mamma. Il suo stile si compone quasi interamente di variazioni sul tema dolcevita e giubbotti di pelle, neri e marroni, tranne quando si finge qualcun altro per portare a termine i suoi piani.

Personaggio introverso e che fatica a esprimere emozioni e, in un primo momento, a controllare i suoi poteri, è più fisico e concreto di Charles: uno ragiona e si concentra sulla diplomazia, l’altro INVADE UN’AMBASCIATA CON LA SOLA IMPOSIZIONE DELLE MANI. La loro complementarità si vede anche nel diverso modo di vestire.

questo giubbotto c'è anche nell'altra foto ma ogni scusa è buona per condividere Fassbender corrucciato

Il 2011 è stato l’anno dei giubbotti come EPIC WIN cinematografico. Fassbender, you’re doing it right.
Sottolineo anche che James McAvoy e Michael Fassbender regalano momenti altissimi di bromance:

I due si mettono a cercare altri mutanti con l’aiuto di Hank, il cervellone segreto della base segreta della CIA.

il casco è quasi certamente opera della scenografia, ma mi spiaceva non metterlo-anni fa ne ho fatto uno anch'io e non mi era venuto così bene

Oltre a Raven, che è con Charles dall’infanzia come una sorella, con loro ci saranno perciò anche i ragazzini le reclute: nessuno di loro è particolarmente appariscente ma ci sono degli elementi fortemente stereotipati sia legati al periodo degli anni 60 sia all’origine cartacea dei personaggi (so ben poco sui fumetti ma una cosa che so è che la gente nei fumetti è quasi sempre vestita uguale): le gonne cortissime, le polo, la palette dei colori, la spogliarellista vestita di pelle.

se questo è lattice, complimenti, ma sono quasi sicura sia uno degli effetti speciali meglio riusciti del film
il nerd, gli occhiali, i giubbottini da gente cazzuta
se cerchi "anni 60" su google esce "minigonne e stivali"?

La caratterizzazione di ciascun personaggio è piuttosto limitata, ma si intravede un po’ meglio nella graduale trasformazione in veri e propri soldati/apprendisti supereroi: nella fase dell’allenamento a cui si sottopongono vediamo alcuni elementi specifici che finiranno poi nelle loro personali tutine da combattimento. Interessante è il personaggio di Hank, che da affettato secchione con le mani anche al posto dei piedi (che poi che superpotere è?!?), genio tecnologico del gruppo, si trasformerà in fisicatissimo e blu: the beast.

ci dobbiamo allenare tutti, ma io col cavolo che mi metto la tuta grigina della decathlon
as usual, il nero è il primo che muore.

Ma veniamo alla parte davvero davvero divertente: le TUTINE.

su questo casco metallico lucido ma senza riflessi è scappato un po' il photoshop

Se vi smagnetizzate dallo sguardo piegamissili di Fassbender si può notare la trama del tessuto giallo.
Le tute grigio/blu e gialle -mi dicono- si basano sui colori originali del fumetto, e rientrano perfettamente nella palette degli anni 60. L’elemento più fantascientifico perciò mantiene comunque le caratteristiche d’epoca, sia nei tessuti vintage, tecnici e sportivi, che nella forma della figura, aderente sopra, strettissima in vita, più svasata nei pantaloni. Anche le imbottiture e decorazioni sono ispirate all’abbigliamento tecnico del periodo. Nei dettagli si raggiungono punti di awesomeness bellissimi, perché credo sia ESATTAMENTE QUELLO CHE DEVE ESSERE. Bravi, costumisti degli X-Men!

I cattivi:

Come tutti i cattivi che si rispettino, anche i cattivi di questo film sono ovviamente più fighi.
Per alcuni di loro vale la legge non scritta dei fumetti che il costume sia sempre lo stesso, infatti i due scagnozzi in abito sartoriale, sia il capellone in grigio che quello vestito da mascotte del Milan, non si cambiano mai. Angel ha delle minime variazioni che mantengono comunque principalmente il nero, le spalle scoperte (perché ha le ali) e la gonnacintura.

Complice il fatto che Sebastian Shaw sia Kevin Bacon, il suo personaggio è il più elegante di tutti. Rigido e arrogante, mette molta importanza all’aspetto, indubbiamente ricercato: ha il foulard sotto la camicia aperta (in tinta con la pochette), appena toglie il “ridicolo casco” si sistema i capelli, il completo blu con cui cerca di caricarsi di BOMBA NUCLEARE è abbottonato fino al collo come le divise naziste.

Costumisti for the WIN.

Il costume che fa davvero la differenza è quello di Emma Frost, telepate che può trasformarsi in diamante: i suoi cambi monocolore sono perfettamente credibili come trasposizione da fumetto, e allo stesso tempo sono coerenti e verosimili con l’ambientazione del periodo, e ne fanno una sorta di Bond Girl fantascientifica.

January Jones ha un viso che si adatta perfettamente ai capelli cotonati e platinati (con cui sembra interpretare ogni parte) e che sia avvolta in tutine di vinile o abitini di gabardine non fa differenza. Al di là del bianco latte, che viene dal fumetto, anche il modo in cui viene accessoriata (gli stivali, la cappa, il colbacco, gli orecchini, l’intimo), per quanto artificiale e fin troppo sofisticato, aiuta a farla sembrare un personaggio credibile pur essendo una telepate-badass. Anni 60.

Io poi ho una tendenza a scoppiare a ridere ogni volta che finisce un film di x-men, fumetti o supereroi in genere, immaginando quanto possa essere divertente un lavoro del genere per attori e troupe. Questo film, nello specifico, oltre a essere divertente in sé, contiene delle perle come alcuni tra i peggiori effetti visivi di sempre:

WTF?

A parte il discutibile superpotere di avere ALI DA LIBELLULA e SPUTARE FUOCO (ma cosa c’entrano?), l’effetto diamante è davvero grottesco, così come la bestia, che poraccia pare che a Hollywood fanno tutte le bestie uguali.

Infine per dimostrare anche ai puristi di aver capito di cosa parlava il film, vi lascio con i nostri due protagonisti in procinto di diventare quelli che poi saranno: uno diventerà pelato ma con la sedia a rotelle cerchi in lega, l’altro entra definitivamente nel look-supercattivo-fumetto.

subito dopo il "CUT!" Fassbender ha riso tantissimo

Qui una breve intervista con la costumista Sammy Sheldon per Esquire.
Le immagini del film sono © 2011 – Twentieth Century Fox Film Corporation

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