Thor

Che gran figo questo Thor, lo dico subito, a scanso di equivoci: Chris Hemsworth è figo.
Ed è decente anche il film: Kenneth Branagh, regista e attore tutto Shakespeare, riesce a fare un buon film action e fantasy sulla base di un fumetto in giro da 50 anni basato sulla mitologia nordica che si svolge in parte sul pianeta Terra in tempi attuali compatibili con gli altri film Marvel di questo ciclo E ci mette ugualmente Shakespeare in mezzo, e il tutto – wait for it – funziona. Eppure è la storia di un palestrato con un martello spaziale che scatena tempeste.
Lasciando da parte l’immaginario oscuro e intimista di film come Watchmen, Sin City e The Dark Knight (che comunque mi piace un casino) Thor è molto più vicino al comic-action-fantasy degli Iron Man (infatti attendo con impazienza l’uscita di The Avengers).
I costumi, di Alexandra Byrne, premio Oscar per Elizabeth: The Golden Age, riflettono tutte queste complicazioni con coerenza e attenzione particolare eccetera eccetera bla bla ricerca bla… che figata.


La prima cosa che si fa notare del nostro protagonista è il mantello.
Sul serio, tutto quel lavoro di armatura ma per la prima scena di lotta del film, la cosa da cui non si riesce a staccare gli occhi è il mantello. Un punto di rosso che quasi fa male agli occhi (Anche il mantello di Odino è rosso, perché Thor è il suo erede designato), ci permette di concentrare l’attenzione sull’eroe al centro di un campo di battaglia buio e popolato da gente spettrale ghiacciata e guerrieri in armature metalliche. Più avanti nel film, anche nella prima scena di lotta sulla terra, Thor ha una t-shirt tinta unita che lo distingue dalle comparse che spazza via correndo.

Il costume di Thor è realizzato a partire dal disegno originale del fumetto, reinterpretato in una chiave futuristica in cui un principe biondo in armatura possa essere compatibile con battaglie a cavallo e allo stesso tempo astronavi lisce, pareti che scompaiono e viaggi spaziali.


Gli elementi classici come il mantello, l’elmo alato, le squame metalliche sono rivisti con materiali contemporanei come il tessuto tecnico dell’armatura, mentre il disegno geometrico sul petto richiama mitologia nordica e immaginario contemporaneo da supereroe. In quest’intervista la costumista racconta che l’attore non indossa nessuna tutina modellante (!) e il lavoro sulla costruzione del famoso mantello. Il costume di Thor è cerimoniale ed elegante, lucido e imponente, ma allo stesso tempo è un’armatura da guerriero, che protegge il corpo e aumenta la figura.

La dimensione delle spalle è accentuata dalle protezioni e la trama delle maglie sulle braccia (sono maglie di metallo eppure il nostro riesce a muoversi, altro che “costume su misura”) sottolineano la forza fisica e il carisma del personaggio, soprattutto in confronto ai terrestri e al fratello/antagonista Loki.

Il costume di Loki suggerisce subito che il personaggio sia più controllato e calcolatore del fratello: il suo aspetto più cerimonioso e serio fa capire che è uno che ragiona a lungo con schemi e piani ben studiati, al contrario di Thor, impulsivo e diretto.

Anche se Loki segue il fratello e i suoi amici in battaglia, si intuisce fin dall’inizio che il suo personaggio non è un guerriero: non agisce con la forza fisica ma è un pensatore, che combatte con la telepatia e poteri magici nascosti. Il suo costume, più cupo e rigido, non è fatto per il combattimento corpo a corpo; le protezioni sono minime e anche le spalline (elemento conduttore dello stile di Asgard) sono più piccole, gli elementi metallici sono ridotti al minimo e la figura risulta ancora più rimpicciolita dal disegno obliquo sul petto e dal taglio stretto e allungato del capospalla.

Anche quando occupa il trono, con uno splendido elmo da antilope, la differenza tra lui e Odino e Thor è netta: ottiene il potere sottilmente, non ha ottenuto quel posto con dignità e dimostrandolo in azione, e anche la sua presenza non è altrettanto forte. Sembra che indossi l’armatura perché il ruolo di reggente glielo impone, ma che comunque non si senta pronto alle armi.

Anche durante la sua veloce apparizione terrena Loki si distingue da Thor con un look da perfetto businessman: si teletrasporta là e non lo vede nessuno, eppure per qualche motivo sente il bisogno di travestirsi da uomo d’affari. Se Loki fosse un terrestre, sarebbe effettivamente un genio della truffa, elegante e distaccato ma affascinante.
Al contrario Thor, esiliato e rabbioso, trova anche nel suo abbigliamento terreno le caratteristiche che lo definiscono, a partire da quando pensa di non aver bisogno di una maglietta:

"che figo", l'abbiamo già detto

Pratico e deciso, Thor è concentrato solo sul suo rientro ad Asgard e conseguente salvataggio del suo regno: anche con i vestiti dell’ex fidanzato di Jane, il suo scopo non è uniformarsi o passare inosservato, ma ha addosso solo cose comode e casual, che gli permettono di muoversi agilmente. E perché dovrebbe servirgli un’armatura, quando è in grado di infiltrarsi al centro di una zona protetta da millemila agenti armati anche di arco e frecce (WTF) a mani nude?

In generale, Thor sembra adattarsi alle persone che lo circondano, ed è legittimo credere che se nessuno venisse a riportarlo ad Asgard, potrebbe benissimo continuare a bere birra in New Mexico.
Gli altri guerrieri, i suoi amici, invece, vengono a riprenderlo nello stupore del paesello, circondati da una luce accecante che li fa notare ancora di più in mezzo alla polvere del deserto.

Anche la caratterizzazione degli amici è ben riuscita: pur mantenendo un aspetto coerente e uniforme con dei punti in comune più o meno marcati (i mantelli, i metalli, i tessuti lucidi), ognuno ha uno stile diverso e personale. Il costume di Hogun, con una specie di gonna rigida e pannelli sul petto, richiama l’iconografia dei samurai e dei guerrieri mongoli, mentre Fandral, con i guanti lunghi, i toni verdi, e quei capelli, rimanda all’eroe medievale alla Robin Hood. Volstagg rappresenta il guerriero vichingo, con la corporatura massiccia, l’appetito impegnativo e la barba lunga, e l’armatura prevalentemente metallica e molto protettiva, mentre Sif, anche se quasi totalmente coperta come gli uomini, rimanda alla classica eroina da fumetto, con gli stivali e la forma a bustino dell’armatura.
Asgard non è un mondo di eserciti spaziali, ma un regno in cui ogni guerriero si guadagna il rispetto e il ruolo (come un’investitura da cavaliere) attraverso un percorso personale, dove non ci sono uniformi e divise, ma armature conquistate con i propri successi.

Così anche Odino, il re e padre degli Dei, indossa un costume da guerra, ma lucido, elegante e cerimoniale. E’ un uomo che ha già combattuto e vinto le sue guerre, ma pronto a difendere il suo regno dovesse mai succedere. A distinguerlo e farlo risaltare, oltre allo splendido disco paraocchi, c’è molto più uso del metallo, soprattutto dell’oro, che sottolinea il suo ruolo di re, dio e guerriero.

Lo stesso sfarzo contenuto e elegante si vede nei costumi della regina Frigga, dalle forme sinuose e geometriche, di ispirazione simile ai costumi della trilogia del Signore degli anelli, che mescolano tradizione e fantasy. Come armature medievali, impediscono i movimenti (ma quanto mai dovrà fare una regina) e il rispetto che impongono è tutta questione di portamento.

Ricchezza e eleganza sono espresse, come per gli uomini, dalle spalle immobili e coperte, mentre le decorazioni e i tessuti illuminano e irrigidiscono allo stesso tempo.

Anche al capezzale del marito, dove il contesto è meno formale, non c’è caso o rilassatezza nell’aspetto della regina, che ha i capelli pettinati complicatamente, gioielli e un abito che, pur non essendo da cerimonia, ha comunque un collo rigido e dalla decorazione ricca.

Il costume di Heimdall, il custode del passaggio tra i due mondi, è forse quello più futuristico del film. Anche se il suo ruolo è quello di supervisore e sorvegliante, e la lealtà al re lo obbliga a farne rispettare le decisioni, il suo aspetto statuario (Idris Elba ti amiamo) dal portamento rigido è quello di un silenzioso e diligente colosso, pronto a intervenire con una spada gigante per difendere il ponte e far rispettare la giusta autorità. L’oro che accomuna l’armatura di Odino e la scenografia della sfera del passaggio (so che google mi direbbe come si chiama ma ho già fatto fatica a ricordarmi Heimdall) indica che il suo sia un ruolo importante e degno di rispetto, mentre la grandezza delle spalle e la copertura metallica lasciano intendere che debba essere pronto alla lotta con qualsiasi tipo di nemico.

Anche la caratterizzazione dei personaggi sulla Terra è ben studiata, e Jane riesce a risultare impacciata e confusa senza sembrare forzata: nel ruolo della scienziata  che agisce sul campo e che non pensa ad altro che alle sue ricerche, il suo stile è quanto di più anonimo e non curato si possa immaginare, senza niente che la faccia sembrare attraente o appariscente: non è una ragazzina in pericolo da salvare, né una bomba sexy da sedurre, e anzi il suo rapporto con Thor si costruisce in modo naturale e spontaneo, a differenza di tante trame d’amore da fumetto, ed è plausibile che Natalie Portman sia spettinata, in jeans e maglioni sformati per tutto il film, e le vogliamo bene lo stesso perché arrossisce davanti al fisico di Thor. Anche Darcy ha lo stesso look straccione e casual, con qualche nota più alternativa, ma non è una scienziata, è una studentessa di scienze politiche, mentre Stellan Skarsgard riesce ad essere un professore dal cuore paterno e un bevitore di birra credibile con un look semplice, essenziale ma informale.

Il lavoro sui costumi di Thor è interessante perché riesce a far collaborare diverse realtà allo stesso tempo e a contestualizzare ogni personaggio in modo perfetto; non so se sia un caso o se ci sia stata una battaglia di costumisti di film di supereroi da fumetto, ma Alexandra Byrne ha realizzato anche i costumi di The Avengers, che aveva già abbastanza appeal già dal trailer (bastava la presenza di Robert Downey Jr – sì, basta anche quello per convincermi a vedere un film), e sono curiosa di vedere come saranno i costumi del film, con delle premesse (mondi diversi e diversi supereroi) complicate quasi quanto Thor.

Immagini © 2011 MVLFFLLC. TM & 2011 Marvel

3 thoughts on “Thor”

  1. il film non mi aveva entusiasmata troppo, seppur godibile, ma il lavoro di scenografi e costumisti è stato impeccabile!
    e lui, sì, è un gran figo XD

    1. apperò! grazie, non ci sarei mai arrivata, l’unico collegamento che avevo colto era “è roba di tony stark?” -non sono per niente informata, la mia fumettaggine si limita a GUARDARE TUTTI I FILM. però mai letto niente.

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