Prometheus

prometheus_miniSono così indie che il blog è fuori moda (cit.). No, ho tipo cento post in coda ma nel poco tempo libero che ho preferisco vedere film e serie tv (e ehm, andare via per il weekend) piuttosto che scriverne. Per questo anche il post su Prometheus arriva con un ritardo pietoso. Ma da dire ce n’è.

intro

La premessa da fare è che Prometheus non mi ha fatto impazzire, ma avrei preferito vederlo al cinema: la parte visiva è spettacolare e si merita il grande schermo. Peccato invece che l’hype e tutto quello che ci si poteva aspettare dal ritorno di Ridley Scott nell’universo di Alien (di cui ho già detto, se vi interessa) è stato piuttosto deluso. Mi spiego meglio: Prometheus, preso come un film di fantascienza a sé funziona – esclusa tutta una serie di plotholes su cui non mi dilungherò – ma non penso che funzioni come attesissimo prequel di Alien. La quantità di riferimenti e citazioni è esagerata per un film che non c’entra nulla, e i costumi sottolineano questo dubbio di fondo.

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ma quant’è bella la Noomi?

Le tute da esplorazione sono il punto in cui il film si separa di più dalla citazione – e sono bellissime. Se c’è una cosa una che sia chiara è che questa missione è importantissima per la Weyland e quindi che ci hanno investito molti moltissimi soldi. Quindi, tutine su misura. Rispetto alla massa e all’aria indistruttibile delle tute di Alien, pronte alla qualunque, queste sono l’esatto contrario. Tutte le funzioni mediche e necessarie alla sopravvivenza sono condensate nella tuta blu con le cuciture arancio mentre quella tinta unita è soprattutto un’armatura e una protezione atmosferica (infatti in un secondo momento manco se la mettono, ma potrebbe essere anche una questione di fretta), ma l’agilità e la comodità sono messe in primo piano.

In questa bella intervista la costumista Janty Yates spiega, tra le altre cose, la fatica nel costruire i caschi e la necessità delle tute di una crew apposita che ricaricasse e sistemasse i costumi al di fuori dei tempi di ripresa. Non la riporto tutta ma vi cito un passaggio:

Per risparmiare sugli effetti speciali abbiamo installato 11 monitor funzionanti, che mostravano video, dati e grafici. Funzionavano tutti, ma era un incubo. Le batterie, che dovevano essere messe in carica per tutta la notte, si esaurivano a metà di una ripresa, ma non potevamo fare altrimenti. Sono state installate da persone incredibili; abbiamo trovato i monitor più piccoli possibile. Ce ne sono cinque nella base e sei sopra la testa su una striscia gialla. Purtroppo, nel montaggio finale non si vedono così bene. Abbiamo dovuto installare anche circa 1000 luci LED. Quei caschi di fatto illuminavano gli attori. Avevano le torce, ma non c’erano altre luci nella ‘piramide’. C’erano anche due potenti ventole inserite nel retro del casco per fare in modo che il vetro non si appannasse e per fare che gli attori avessero costante ricambio d’aria per evitare crisi di panico. […] Ogni attore in Prometheus aveva bisogno di due caschi di scorta perchè erano così importanti. Doveva esserci qualcuno che ricaricasse le batterie e lucidasse la calotta; non ci si poteva mettere direttamente le mani sopra. Penso che ne abbiamo fatti circa 100, in tutto, perchè alcuni sono stati usati dagli stunt per essere distrutti in scena.

E infatti sono da paura.

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Sono d’accordo sul dire che se si fossero tenuti le tutine blu e arancio anche a bordo dell’astronave gli uomini sarebbero sembrati abbastanza ridicoli (e il film avrebbe virato negli anni futuri verso il retrofuturismo, tipo le magliette di Star Trek), ma il voler replicare nell’abbigliamento casual e informale dell’equipaggio della Prometheus quello della Nostromo sembra una scelta forzata. Non è che non mi siano piaciuti, anzi, ma se la premessa in Alien era che l’equipaggio si trattava in sostanza di operai sottopagati e sacrificabili, incastrati da anni in un lavoro non particolarmente entusiasmante, su una nave cargo, perchè i due equipaggi dovrebbero assomigliarsi? in questo caso si partiva dall’opposto – la nave è l’ammiraglia dell’azienda, è la loro prima missione, è popolata di scienziati, studiosi, medici e uomini d’affari, che vogliono farci credere essere l’elite del settore, e anche se certo, nessuno dei tizi a bordo lo sapeva (primo grosso WTF del film. Maccome, tutti sti soldi, tutta st’importanza, e assumi gente che neanche sa quello che va a fare?), è gente che ci crede. Eppure anche sulla Prometheus, nessuno sembra rispettare un’eventuale uniforme e ognuno fa un po’ quello che vuole. Pure i secchioni.

prometheus_crew1La citazione più ovvia è quella delle tute da lavoro, che – ripeto – non c’entrano un granché: vi ricordate l’interno zozzo e malconcio della Nostromo? questa nave invece, anche se pure nella scenografia ci sono numerosi richiami ad Alien, luccica di schermi dappertutto ed è pulita. Pulita pulita. Per dire, David va in giro in ciabatte.

In parte penso che la non uniformità dei costumi dei vari personaggi non mi sia chiara perchè uhm, per buona parte del film, non si capisce chi sono sti personaggi o perchè si comportino come si comportano (non vorrei sbagliarmi, ma temo che sia uno dei punti chiave della narrativa). Alien era abbastanza semplice: un veicolo da trasporto riceve un segnale misterioso, finisce per imbarcare un alieno killer e tutti lottano per la propria sopravvivenza; Ripley diventa la protagonista perchè tutti gli altri muoiono. Prometheus? un gruppo di scienziati in cerca di un essere primordiale segue un messaggio (mah) ripetuto nella storia dell’umanità, finanziati da una corporation ricchissima (che però non si degna di fare un minimo di controlli sulle risorse umane, per dire), si avventura nello spazio, quello con tutte le mappe e i gadget si perde, il biologo si spaventa davanti ai cadaveri ma gioca con l’alieno feroce, la pappetta nera, uno muore di pappetta nera, David uccide uno, va in giro in ciabatte, l’unica apparizione di Guy Pearce nel film è di lui invecchiato (e allora perchè prendere lui?) e Vickers non sa girare a sinistra mentre corre. Shaw diventa la protagonista perchè è quella che sta meglio negli stessi costumi di Ripley?

Davvero, non me lo spiego.

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E’ credibile pensare che tutti a bordo sopravvivano in fasce finchè sono chiusi nelle cabine e che abbiano almeno una tuta da operaio fornita come divisa insieme a un mucchio di t-shirt con il logo aziendale, e forse la scelta di vestire Shaw più o meno come tutti gli altri membri della spedizione, nonostante sia partito tutto dalle sue ricerche, è metaforico rispetto alla sua fede e al desiderio di essere parte degli avvenimenti in prima persona, ma questo ragionamento dura poco se si pensa che a)alla fine bene o male ognuno è vestito un po’ come vuole, b)Shaw è l’unica di cui ci viene fornita una backstory introduttiva, quindi era il personaggio che si poteva più facilmente caratterizzare.

Detto questo, ho sorriso moltissimo quando l’ho vista correre in mutande, ripensando alla Sigurney Weaver da giovane nella stessa situazione. Non è che la citazione non mi piaccia, eh, è solo che alle volte la trovo esagerata e penso “eh vabbè ti piace vincere facile”.

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Il capitano Janek, per esempio, ha un look da marine (ed è quello su cui più si vedono le magliette con il logo aziendale), ma non da soldato ligio e fedele alla causa, più personalizzato e rilassato. Considerando che Vickers e Weyland sono due maniaci del controllo, non si capisce perchè abbiano assunto questo qui.

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Su di lui non ho un granchè da dire se non che la felpa è bellissima. Se devo interpretare il suo look direi che è uno che da piccolo veniva preso in giro perchè aveva gli occhiali e gli piaceva la scienza, ma poi da grande è diventato un hipster come tutti gli altri. Ma davvero, quella felpa è un gioiellino e ce l’ha solo lui.

prometheus_fifieldFifield è invece quello di cui sappiamo qualcosa solo grazie ai suoi costumi. La sua tuta è personalizzata da un sacco di toppe diverse, quindi immagino sia una sorta di veterano, non certo uno alle prime armi (eppure, ripeto, nonostante tutto l’armamentario e le pallette che volano, SI PERDE), così come i capelli e i tatuaggi lasciano intendere che non si tratti di uno troppo formale, ma piuttosto di uno che andrebbe appositamente contro le regole. In effetti lui ha la faccia di uno abbastanza spericolato da iscriversi senza problemi a una missione di due anni alla cieca.

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Holloway è l’archeologo sognatore e romantico, e la sciarpetta da intellettuale è forse il clichè più grosso che indossa, ma a parte quello, non si fa neanche in tempo ad affezionarcisi.
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David è, a dirla tutta, il personaggio che fino a metà film ero convinta fosse il protagonista, vista la quantità di teaser-trailer precedenti all’uscita del film, quello su cui si sa di più. Se le sue funzioni sono molteplici e varie, anche i suoi costumi sono diversi e adatti alle situazioni, anche se tutti contraddistinti da un colore freddo e dall’aspetto ordinato e curato.

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Anche l’ambiguità che circonda il suo ruolo è sottolineata dal fatto che alle volte ha lo stesso costume dell’equipaggio umano (la tutina da esplorazione, perfino il casco; la tuta da lavoro) e altre sembra avere che la sua diversa fisicità si rifletta anche nel suo abbigliamento. Le ciabatte sembrano una questione di comodità, mentre il taglio e il colore di capelli sono una citazione di quello che lo attrae nell’umanità. Allo stesso tempo la sua artificialità è riflessa dai colori spenti del completo e della camicia, che richiamano la sua appartenenza/lealtà alla Weyland.

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Anche Vickers – fino alla fine non si capisce se sia anche lei artificiale o umana, e il costume contribuisce a installare il dubbio – è caratterizzata da linee rigide e colori freddi, e la seta dell’abito ha un che di metallico che lo rende meno naturale possibile. Il collo della giacca e le tasche sono complementari alla postura del personaggio (così rigida che sa correre solo dritto) e la pettinatura geometrica è quanto di più rigoroso ci sia. In più sembra un completo unisex:

prometheus_waylandE’ chiaro che Weyland e Vickers sono vestiti uguali perchè accomunati da una rigidità ed eleganza che non si ritrova nel resto dell’equipaggio; anche da giovane il suo stile era elegante -anche se legato a una presentazione televisiva, quindi a maggior ragione ricercato – e sempre in toni freddi e artificiali. Essendo anche il mandante dell’intera operazione, si presume che sia stato lui a scegliere le divise che nessuno sembra indossare. Se Vickers sia vestita uguale per obbligo o per emulazione, non lo so, io penso più la seconda.

In sostanza, probabilmente se i costumi di Prometheus fossero stati diversi il film mi sarebbe piaciuto ugualmente, non di più e non di meno. Penso che la costumista abbia fatto un lavoro strepitoso con quelle tutine, e che senz’altro la forzatura nelle citazioni non sia stata una sua iniziativa. Ridley Scott, trent’anni dopo Alien, sicuramente aveva altro per la testa, ma anzichè forzare un collegamento tra i due film, a mio parere tutto avrebbe funzionato meglio se non avesse voluto per forza stabilire dei punti in comune, soprattutto visivi: Prometheus è un bellissimo film da vedere, ma anzichè fare chiarezza e illuminarci sull’universo di Alien, la mia opinione è che complichi le cose.

Ma d’altra parte, l’autore di Lost. Un po’ ce la siamo cercati, eh.

immagini © 2012 – Twentieth Century Fox Film Corporation.

 

 

 

 

 

 

 

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