“Tutti si vestono al mattino, quindi tutti hanno qualcosa da dire”

Se sapete l’inglese, prendetevi un quarto d’ora e ascoltate l’intervento TED di Kristin Burke, costumista e curatrice del blog frocktalk: tra le cose che dice per spiegare il mestiere di costumista, c’è esattamente questa, “everybody gets dressed in the mornings, so everyone has an opinion”. Ci tengo sempre a sottolineare la differenza tra costumista e stylist perché se vuoi fare un buon lavoro, non stai solo vestendo qualcuno per farlo sembrare carino, ma gli stai creando un personaggio. Io sul lavoro lo faccio anche con le comparse (cosa che spiegavo nei commenti a Thor: The dark world); magari è solo un minimo, un accenno: si sta sempre parlando di persone sullo sfondo, però c’è. Eppure tra le cose che mi sono state dette quando mi si chiede che lavoro faccia e io rispondo faccio la costumista, quelle più ricorrenti sono: e quindi sai cucire?/ ma perché, che costumi ci sono da *** (titolo del programma per cui lavoro)/ e quindi in pratica cosa fai?

Cioè, più o meno ci si arriva, se non altro è un mestiere tradizionale che non si chiama in un modo astruso tipo social media strategist o development business planner o cose così, ma delle volte la netta sensazione che l’interlocutore pensi che il tuo sia un lavoro banale, o peggio ancora, facile, è piuttosto avvilente.

A silent language, ecco cos’è il costume.

Riflessione che c’entra, ma forse poco: l’anno scorso o ancora prima ho scritto un post sull’assurdità dei costumi di Pretty Little Liars, soprattutto del personaggio di Aria. Tuttora resta il post più visto, letto e in qualche modo condiviso (wordpress non mi permette di sapere chi condivide; a proposito, se condividete un post, ditemelo, per favore) ma drammaticamente commentato.

[Haters gonna hate]

Soprattutto da ragazzine che mi dicono che non capisco un cazzo. (Ho deciso di pubblicare tutti i commenti e anzi, all’inizio ho provato pure a rispondere. Ma. Don’t feed the trolls. Ci ho rinunciato, lo ammetto). Quello che le commentatrici wannabe-malvestite non colgono è proprio quello di cui parla Kristin Burke: in meno di due secondi, il cervello registra delle informazioni sulla persona in base a come si presenta. Guardando Pretty Little Liars, io in quei due secondi invece mi chiedo solo …ma cosa le hanno messo addosso?.

tumblr_m6194dqF8C1qkm4g1

[comunque ho smesso di vedere Pretty Little Liars, era troppo noioso anche per il LOL].

tu che ne pensi?

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s