#SherlockLives

Sherlock-season-3-Benedict-Cumberbatch

Sherlock-season-3-Benedict-CumberbatchAdoro Sherlock. E ho trovato l’episodio di apertura della terza stagione davvero divertente e fatto bene, ho trovato molto intelligente il modo in cui hanno gestito il fatto che per due anni i fan della serie non hanno fatto altro che inventarsi teorie su come avrebbero spiegato la finta morte di Sherlock Holmes, così come il budget nettamente più alto concesso alla serie è stato speso molto bene (la mia sarà anche deformazione professionale, ma la BBC è pur sempre una televisione pubblica e per tutta la scena della tube continuavo a chiedermi cosa avessero ricostruito e cosa avessero girato nella tube vera e propria). La cosa forse che aiuta di più la serie, oltre al casting eccezionale, è la durata più lunga del solito, che permette agli autori di espandere argomenti e scene senza dover ricorrere a espedienti frettolosi per chiudere in quaranta minuti tirando tutte le fila. Ho apprezzato anche i rimandi alla fanbase, soprattutto la ragazza che si inventa il finale romantico tra Moriarty e Sherlock. Anche perché vorrei sentire le altre tredici opzioni. 
Insomma, bello.

Sui costumi di questo episodio c’è poco da dire, se non che voglio tantissimo bene alla maglieria di Molly, e che la sciarpona a righe che indossa quando passa la giornata con Sherlock è tenerissima, e la fa sembrare ancora più timida; in generale tutto il suo look è ben caratterizzato, ma in questo momento è impossibile googlare delle immagini di Molly con Sherlock in quest’episodio che non riguardino questo.

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Ho trovato lo stile scelto per il personaggio di Mary poco televisivo e molto reale, è perfettamente credibile come trentenne londinese attuale. Mi è piaciuta anche la caratterizzazione del personaggio per fortuna; Mary è la dimostrazione che si può inserire una donna in una relazione tra due uomini senza necessariamente creare un disastro, un triangolo o la noia più totale. La serie però non è fortunata quanto a trattamento delle donne, vedi la povera Molly che sembrava aver fatto un percorso di evoluzione per poi ridiventare soggetto da barzelletta quando si presenta sul finale con quel fidanzato. Ma non è qui che si parlerà del sessismo di Steven Moffat.

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In generale, non ho mai trovato molto da dire sui costumi di Sherlock. Non nel senso che non li trovi belli (le camicie slim fit che indossa Sherlock, a giudicare dai colori, sono delle gran D&G; tutto il guardaroba di Mycroft è roba di alta sartoria su misura) ma non c’è granché da dire, di solito: dalla prima stagione il guardaroba di Sherlock Holmes è una serie di completi eleganti e costosi, mentre quello di John Watson alterna maglioni color nausea a cardigan color noia, scelti per farlo sembrare il più anonimo possibile. Idem nella stagione due.

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Ma del resto, proprio per come la serie è strutturata e per via del modo in cui Sherlock risolve i casi, non c’è mai un significato nascosto nei costumi, anche perché Sherlock Holmes lo dedurrebbe immediatamente durante l’azione; anziché avere, come in ogni serie, qualche piccola sottile caratterizzazione, piccoli suggerimenti nascosti nel vestiario di un personaggio, in Sherlock ci sarebbe immediatamente una spiegazione su una cravatta storta, un orlo troppo corto o una borsa che provano perché il personaggio è un bugiardo. La stessa cosa sembra proseguire per la terza stagione, ma ci sono due momenti bellissimi che sottolineano quanto importante sia il costume per la serie.

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Il primo è ovviamente quello in cui Sherlock diventa da cliente a cameriere per sorprendere John, semplicemente aggiungendo un papillon allo smoking, usando il suo stesso metodo alla rovescia: come la sua deduzione lo porta a capire ogni cosa dai piccoli dettagli, al contrario sa di potersi avvicinare senza farsi riconoscere perchè John non gli darà un secondo sguardo se si presenterà vestito da cameriere. Gioco che gli si ritorce contro al primo tentativo, perchè John davvero non ci fa caso. (Anche in questa scena, grosso occhiolino ai fan: Short story, not dead era il rovescio di quello che si voleva sentire, ma allo stesso tempo mi è piaciuta: si sapeva che Sherlock non era morto, e a dirla tutta, non mi interessa sapere come ha fatto a fingersi morto). Una cosa bizzarra è che un sacco di gente pensava che l’immagine di Sherlock in smoking, circolata prima della messa in onda, fosse tratta da una scena al matrimonio di John; ma chi si mette lo smoking ai matrimoni? Che i vostri amici si sposano sui red carpet?

Il secondo, ovviamente, il momento-cappello-di-heisenberg, è questo:

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Sherlock aspetta impazientemente il suo splendido cappotto, un Belstaff uscito di produzione e rimesso in produzione viste le richieste dopo la messa in onda dei primi episodi, che costava da solo 1300£, portandosi via, con almeno un paio di cambi immagino, quasi 4000£ di budget – soldi ben spesi – e a cui la costumista Sarah Arthur ha aggiunto l’asola rossa. Perché finchè non si rimette il cappotto, sollevando il bavero, non è ancora effettivamente tornato.

Welcome back, Mr Holmes.

PS. Per chi fosse interessato, c’è un simpatico tumblr, WearSherlock, che pubblica il sourcing di parecchi elementi di costume e props della serie.

8 thoughts on “#SherlockLives”

  1. Grazie per aver analizzato i costumi di questa serie, che anch’io amo! Ho sempre trovato le tue recensioni molto interessanti, quindi trovare questo post insieme allo streaming del primo episodio della terza serie di Sherlock è stato come il cacio sui maccheroni.
    Se per caso segui anche Big Bang Theory, mi piacerebbe conoscere il tuo parere sullo stile di Penny: non la vedo tanto bene quando indossa fantasie floreali come queste http://cloud2.collegefashion.net/wp-content/uploads/2012/01/penny-header1.jpg
    Io non me ne intendo affatto, ma questi indumenti della fanciulla mi sembrano copricostumi da spiaggia. O copridivani. E lei dovrebbe essere la trendy del gruppo.
    Comunque, complimenti per il blog!

    1. Aww, grazie dei complimenti ^_^ Per quanto riguarda Penny, magari prossimamente potrei approfondire, ma io non l’ho mai vista come quella trendy del gruppo: è certamente quella più attenta all’aspetto ma non è nemmeno una fashion victim, è comunque una ragazza del Nebraska, tomboy, emigrata in California, quindi penso che ogni tanto qualche mancanza di gusto sia voluta, copricostumi inclusi!

      1. In effetti hai ragione su Penny. Anche mia sorella mi aveva fatto notare che si parla pur sempre di una “Reginetta del Granturco” XD
        È chiaro che leggerei con grandissimo piacere un approfondimento di lei, come sui dolcevita di Howard e sulle t-shirt di Sheldon XD
        Per non andare troppo OT, aggiungo incidentalmente che Benedict Cumberbatch è un figo.

      2. HA! e io che mi ero mantenuta neutrale per sembrare più professionale ;) Nella scena del bacio ho buttato le braccia per aria facendo gesti incontrollati. Nella vita vera ogni volta che vedo qualcuno con il colletto alzato il mio istinto è quello di rimetterglielo a posto.

  2. Ho giusto guardato ieri il nuovo episodio e ne sono stata entusiasta. L’ultima volta che avevo visto qualcosa sceneggiato da Mark Gatiss era stato un episodio di Doctor Who assai noioso, quindi era scettica: alla fine però ho dovuto completamente ricredermi perché la trama era proprio ben fatta. Quanto ai costumi mi piace l’osservazione che fai sulle ragazze, Molly e Mary. Mi piace poi il fatto che entrambe abbiano un make-up soft (praticamente acqua e sapone per Molly) perché penso faccia risaltare i loro difetti e i loro pregi. Insomma concede ad entrambe le attrici (ne belle ne brutte secondo me) un aspetto piacevole e realistico. Poi io adoro Molly e spero che prima poi si disinnamori di Sherlock (e che magari cambi fidanzato).

    1. chissà, il poliziotto? ;) l’anno scorso non mi era piaciuta molto Irene Adler (nonostante il guardaroba esageratamente bello) come personaggio, spero che per Mary e Molly le cose vadano meglio in termini di crescita personale e all’interno della storia.

      1. Invece Irene Adler mi era piaciuta tutto sommato, anche se il fatto che alla fine fosse innamorata di Sherlock mi era parso inadatto per il suo personaggio. (poi, oh, sono pareri) Si, spero anche io che per Molly e Mary non prendano abbagli simili per quanto riguarda la caratterizzazione. P.S: per il poliziotto ti riferisci a Lestrade? Oddio, mi sa che adesso sto prendendo io un abbaglio…

tu che ne pensi?

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