Frozen – il regno di ghiaccio

frozen-446781

649fb29f9c579e7a-Frozen_groupSì, pure i film animati hanno i costumi, e se il collegamento tra Disney e costumi non è mai stato dei più ovvi, nel caso di Frozen (Jennifer Lee, Chris Buck) non si può tralasciare la bellezza degli abiti e della loro resa praticamente realistica.  Mike Giaimo, art director del film, l’ha descritto come “il più elaborato film animato in costume finora”.

Due anni fa, alla mostra Hollywood Costume, non mi sono stupita di vedere una piccola sezione dedicata al cinema di animazione: se quando uscì Chi ha incastrato Roger Rabbit, dopo vari tentativi, si decise a malincuore che il vestito di Jessica Rabbit avrebbe avuto le paillettes solo nell’esibizione sul palco perchè sarebbe stato troppo dispendioso farle avere sempre quel luccichio addosso, per film più recenti, come ad esempio Avatar, i costumi sono stati realizzati perlina per perlina, piuma su piuma, e spediti al reparto animazione per filmarne comportamento, illuminazione, eccetera.

Frozen è il film animato Disney con il guardaroba più esteso: con vari cambi per ogni personaggio, e numerose scene con grandi folle di gente non solo sullo sfondo, potrebbe competere con parecchi altri film epici e in costume; in più, solo l’ambientazione del film rende il lavoro più complicato, visto che, basandosi tutto sulla “mitologia” di Andersen, la storia si svolge in un regno immaginario scandinavo, e se per i paesaggi e l’architettura l’ispirazione sono stati i fiordi norvegesi (ci siete mai stati? andateci) l’eredità dalla tradizione norvegese per i costumi è la quantità impressionante di ricami e decorazioni, presenti non solo sugli abiti ma anche su ogni superficie architettonica.

"FROZEN" (Pictured) ELSA. ©2013 Disney. All Rights Reserved.

La tecnica norvegese si chiama rosemaling ed è una pittura decorativa basata sulle rose (ma dai).

anna_in_frozen-1920x1440

Un’altra cosa interessante è che, tutto si svolge in mezzo alla neve. Secondo il blog insidethemagic, la neve è un elemento molto difficile da ottenere in modo realistico in computer grafica: per studiare l’animazione degli abiti, i capi sono stati realizzati e spediti in Wyoming, dove i tecnici li hanno indossati… camminando in mezzo alla neve (credo di aver squittito quando si congela la gonna di Anna).

Partendo sempre dalla tradizione nordica, lo studio dei costumi ha subito varie modifiche dalla fase preparatoria a quella realizzata, man mano che gli abiti diventavano più complessi:

19258cd5f7fcc06a-Frozen_Anna_concept-early Frozen_Anna_concept-earlyboot 01ed53f1e1e78b85-Frozen_Kristoff_concept-early 78e1066e10b8bee5a1ed9b61a6b55f31

Giaimo si è avvalso della collaborazione di  Jean Gillmore (character designer che ha finito poi per specializzarsi nella ricerca e sviluppo dei costumi nell’animazione) nella ricerca dello stile perfetto, che doveva essere qualcosa di sontuoso e iconico. Appassionata personalmente di costume storico, per Giaimo era la persona giusta per portare il suo senso grafico e maestria dal 2D al mondo della fisicità concreta del 3D. Sebbene sia stata accreditata in mezzo al gruppo del Visual Development, a Gillmore è stata affidata specificamente la cura dei costumi (anche se IMDB cita Brittney Lee, sorella della regista – immagino si sia trattato di una collaborazione).

Se nell’animazione tradizionale la semplicità e la fluidità dei movimenti ricercata tendono a sacrificare gli stili e la storicità dei costumi fino a farne semplificazioni o caricature, in cui il senso dell’epoca è ridotto a mera indicazione, suggerimento di un periodo (anche perchè trattandosi spesso di fantasy non è ricercata una vera accuratezza storica); il costume è legato alla personalità e leggibilità del personaggio (si pensi ai primi film Disney e ai colori didascalici). L’evoluzione del 3D e della computer grafica permette però di raggiungere risultati incredibili e una ricchezza nei dettagli mai vista prima.

FROZEN frozen1 tumblr_mzq9znS9jT1tnvzmeo4_r1_250 tumblr_mzq9znS9jT1tnvzmeo2_r2_250

Seguendo le richieste dell’art director per quanto riguarda la palette dei colori, un attento studio di ricami e tessuti, oltre che un viaggio in Norvegia per studiare i capi veri e propri, Gillmore e Lee creano un mondo accuratamente storico ma soprattutto fantasy. Anche se ci sono richiami sia alle silhouette dell’Europa di metà ottocento, con le forme e le funzionalità del costume folcloristico norvegese del primo diciannovesimo secolo, Giaimo non ha mai scelto di utilizzare i riferimenti in modo letterale, ma fare in modo che aiutassero a raggiungere la sua idea finale nel design delle diverse scene.

tumblr_mzao2wWAUd1tpbtz8o4_r1_500 11-22frozen_full_600 frozen-movie

Il cappello da viaggio di Anna è basato su una semplificazione dei veri cappelli norvegesi.

Frozen_Elsa_concept-500x442 tumblr_mzo4y3WR0R1rygc5yo6_250

tumblr_mtrbpq4xnH1qckhujo1_500 frozen-446781

L’abito da Regina dei Ghiacci di Elsa sarebbe idealmente composto di cristalli di ghiaccio, fiocchi di neve e altre superfici riflettenti, comunemente associate al ghiaccio (paillettes? vetro?).

meet-Kristoff-frozen

Gli abiti di Kristoff, che non appartiene al mondo della corte, hanno un sapore più rustico e primitivo sia in termini di colori che di texture, ispirato più alla tradizione lappone. I suoi amici trolls invece hanno vari elementi di costume realizzati con i materiali della natura che li circonda.

Frozen-Disney d478062cd4af8db8ca9987345d3096c5

Hans richiama invece alla tradizione delle corti europee. Gran parte della ricerca per la realizzazione dei costumi è arrivata anche dalla collaborazione con il team realizzatore dei Parchi Disney, e dall’archivio di tessuti e materiali utilizzati nell’esperienza Disney per tradurre in abiti reali i costumi dei film.

tumblr_mzi3ixNIVC1rv7cdvo1_500

Sta crescendo la consapevolezza nell’animazione (sovrapposta al live-action CG) che l’abbigliamento sui personaggi animati non possa più far parte della silhouette grafica del personaggio stesso, integrata e inserita nel disegno dell’animazione tradizionale; la tecnologia attuale, quando il contesto richiede realismo, permette di trattare l’abbigliamento quasi come un’entità separata, con i suoi specifici comportamenti e proprietà. (Jean Gillmore a Tyranny of Style).

Del resto, mentre tutto ciò che ha a che fare con l’animazione tende a diventare sempre più realistico, non sviluppare anche i vestiti risulterebbe forzato e poco credibile.

tumblr_mzo4y3WR0R1rygc5yo2_500

Con Frozen la Disney ha raggiunto un risultato spettacolare, che spero offra sempre più possibilità e spunti di crescita. In più la morale del film è in qualche modo che alle donne non sempre servono gli uomini, e spero che si traggano possibilità e spunti di crescita anche da questo.

Ora scusate, vado a cantare Let it go! let it goooooo!

[UPDATE!] Visto che continuano ad arrivare persone qui cercando “costume Elsa Frozen” o simili, qualcosa mi fa pensare che a Carnevale un sacco di bimbe/ragazzine/cosplayers vogliano quel bel vestito.
Così a suggerimento io farei un bel vestitino in sbieco di seta azzurro ghiaccio per poi rivestire il bustino di tulle trasparente lucido o a paillettes (nei negozi di tessuti riforniti queste robe si trovano anche elasticizzate, specie sotto carnevale), se proprio volete metterei anche degli swarowski o delle pietre di vetro a chandelier. Con un coprispalle similmente trasparente e lucido (oppure, per semplificare il tutto, una bella maglietta traforata lucidina? ne ho viste da bershka se non sbaglio). E per finire un bel mantello lungo di chiffon paillettato bianco. Fatemi sapere. Enjoy ma non fate sculettare le vostre bambine.

3 thoughts on “Frozen – il regno di ghiaccio”

  1. Questa sera ho -finalmente!- visto Frozen. Anche se non sono una patita della Disney ne sono rimasta sorpresa piacevolmente: forse qualche canzone di troppo ma bellissima trama.
    Mi è piaciuto moltissimo questo post, soprattutto per gli schizzi sul character design( da grande vorrei lavorare nell’ambito dell’illustrazione e tutto ciò che concerne la creazione del look di un personaggio mi interessa): quindi grazie mille :)
    P.S: avrei un sacco di cose da commentare ultimamente sul tuo blog ma non trovo mai il tempo!

  2. Caspita, il finale con la morale di cui parli mi ha lasciato piacevolissimamente a bocca aperta. Da parte della Disney, è proprio un segnale forte di innovazione dei propri schemi, senza contare il fatto quasi altrettanto sorprendente della mancanza di un “cattivo” riconoscibile e stabilito dall’inizio alla fine.
    Non mi aspettavo nemmeno di trovare sul blog la recensione di un film di animazione, anche questa è una sorpresa strapiacevole! :D È sempre tutto molto interessante, continua così!

tu che ne pensi?

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s