The Counselor

cameron diaz THE COUNSELOR

Visto che ho investito ben tre ore della mia vita (tra andare al cinema e tornare) per vedere questo film senza poterne ricavare nulla di costruttivo scriviamo almeno dei vestiti, và. Intanto: forse sono io tonta, ma qualcuno mi deve spiegare perchè il sottotitolo italiano è il procuratore se poi nel film tutti chiamano Fassbender avvocato. Seconda cosa: io quando ho voglia di fare qualcosa chiamo i miei amici, Ridley Scott chiama la cinquina di fighi Fassbender-Pitt-Bardem-Cruz-Diaz, ma davvero c’era bisogno di scomodare un cast così per questa noia? Le premesse c’erano, la trama pareva interessante e Cormac McCharty alla sceneggiatura alzava le aspettative, ma se dovessi dare un giudizio schietto sarebbe PECCATO.

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Gli abiti però fanno il loro mestiere: Scott, artista prima che regista, è uno sempre molto attento alle scelte di design e immagine dei suoi film, e Janty Yates, collaboratrice di Scott da il Gladiatore (con cui ha vinto l’Oscar) a Prometheus, si è rivolta alle grandi firme per vestire il gran cast che le è capitato anche stavolta (diciamo che lavorare con Ridley Scott è un ottimo modo per vestire le persone più belle del pianeta piuttosto che i bidoni che capitano a me).

?????????????????? Armani veste Fassbender in infinite variazioni del completo da figo: la cosa interessante è che anche mentre tutto intorno a lui crolla, trascinando con sé anche la povera fidanzata/moglie (mah) ignara, l’avvocato resta nei suoi splendidi panni. Credo che la scelta di Armani sia piuttosto ovvia: il personaggio è avido e subdolo, gli interessa soprattutto fare tanti soldi nel modo più veloce possibile, fregandosene delle conseguenze. Non che questo sia il mission statement di Armani, sia chiaro. Ma gli aspiranti ricchi, beh, aspirano al meglio. E il meglio sono dei gran bei completi slim fit di Armani.

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Se non sbaglio, non si ripete neanche un outfit in tutto il film: l’avvocato ha un guardaroba bello ricco. Che dire, Armani: grazie della sfilata. A un certo punto del film ho pensato “meno male che almeno ogni tanto c’è una scena con Fassbender che cammina”. Gli occhiali sono di Cutler and Gross. La scelta di vestire l’avvocato sempre e comunque in modo impeccabile anche mentre la situazione degenera è un bel sintomo di quanto sia superficiale e sicuro di sé il personaggio, comunque convinto di poter aggirare il danno e risolvere tutto senza problemi (invece). Nonostante gli avvertimenti ricevuti sia da Reiner che da Westray, che hanno ben chiaro di come i suoi problemi possano ritorcersi contro di loro, lui continua imperterrito per la sua strada.

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Armani ha dato accesso a tutte le sue boutique, arrivando perfino a produrre dei pezzi appositamente per Yates: il completo estivo color sabbia è stato realizzato su richiesta, così come il vestito rosso di Penelope Cruz.

La collaborazione con la moda è però molto più netta nella gestione del personaggio di Cameron Diaz, Malkina. A differenza dei discorsi su Catching Fire e Blue Jasmine, però, in questo caso alcuni articoli sullo styling del film riescono a ignorare del tutto il nome di Yates (cito: Along with costumes created by label Armani for the movie, Thomas Wylde designer Paula Thomas was also on hand to dress CameronBelfast Telegraph). Così se Yates ringrazia Thomas Wylde di averle dato accesso agli archivi del brand famoso per il suo gusto cafone rock-chic, a sentire Thomas, ha fatto tutto da sola con Cameron Diaz. Resto sempre perplessa.

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Alcuni pezzi sono stati appositamente per il film, come ad esempio i leggings di pelle borchiati, ma mi riesce difficile credere che non ci siano stati suggerimenti da parte di Yates nello scegliere di rivolgersi, per il guardaroba della Diaz, a Paula Thomas, la quale dichiara di essere stata contattata da Scott (amico di famiglia, peraltro) in persona.

no, no, intendevo proprio "cafona"
no, no, intendevo proprio “cafona”

La maggior parte dei capi per Cameron Diaz dal repertorio mentre altri sono stati realizzati appositamente, con l’intenzione di dare a Malkina il look di una che usa gli abiti come una maschera per nascondere la sua vera identità manipolatrice e furba. 3.5

Se tutto il guardaroba è visivamente esagerato, con dettagli netti ad attirare l’attenzione – spalline, linee, fantasie, colori – tra i pezzi più iconici c’è l’abitino scollatissimo sulla schiena con la stampa animalier a buchi di proiettile (didascalico?), che aumenta lo shock di quello che succede in scena, dando pure un bel punto di contrasto alla Ferrari gialla.

3.1

Corto, avvolgente e scollato, l’abito richiama non solo nella fantasia ma anche nel taglio un animale che cerca di liberarsi. E senza scendere nei dettagli, quello che succede è il primo segnale che una matta abbastanza da strusciarsi sul parabrezza di una macchina sia un tipo piuttosto pericoloso.

Devo ammettere che personaggio di Malkina, felina come i ghepardi che ha come animali domestici (WTF), e come la fantasia che si ripropone sia nel sobrio tatuaggio sulla schiena sia in diversi look, rispecchia bene il gusto appariscente e provocatore del brand; i suoi abiti attirano così tanto l’attenzione che tutte le sue manipolazioni e i suoi schemi passano inosservati. Voglio dire, ha un dente d’oro, delle unghie da truzza di periferia (respect) e dei gioielli che parlano da soli; perfino per lo spettatore il suo look distrae da quello che dice.

cameron diaz THE COUNSELORForse l’unico look di cui ho pensato, uh, interessante, è quello della scena a Londra, con il cappuccio – esplicitamente richiesto dalla Diaz stessa dare più senso di mistero in un momento in cui Malkina di fatto si sta nascondendo.  Anche la stessa Diaz, che dall’alto del suo buon gusto in fatto di moda ha partecipato alla selezione dei costumi,  ha detto che le sembrava che il look fosse feroce come Malkina stessa. Mi piace? per niente. Però, funziona? Si.

3.4 07zROW1-articleLargeFunziona e stabilisce da subito il legame e gli interessi comuni tra il suo personaggio e quello di Bardem, che sfoggia pezzi altrettanto cafoni notevoli ed estremi: quella camicia da sola ci racconta che tipo sia Reiner, così come quel taglio di capelli selvatico (secondo Yates un’idea dello stesso Bardem).

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Rainer è quello dei locali e dei party, larger than life dicono gli americani, e non si vergogna affatto, anzi ne fa un vanto, un marchio. E’ uno che ama la vita; considerando che Bardem raramente ricopre ruoli di questo genere, un grosso aiuto arriva dal vestiario, in cui spiccano le camicie di Versace e i Ray-ban colorati.The-Counselor-Javier-BardemAllo stesso modo la noia dei vestiti di Penelope Cruz in Emporio Armani (Armani ha fatto grandi cose e siamo tutti d’accordo, ma lo trovo noiosissimo) suggerisce che il personaggio sia la brava ragazza standard, seria professionista di successo, che probabilmente ha incontrato l’avvocato tramite il lavoro. Probabilmente ricca di suo (chi altro metterebbe un impermeabile bianco?), non c’è molta personalità nel suo stile, e del resto è l’unica vittima della situazione che davvero si fa coinvolgere senza aver fatto nulla di male, poraccia.

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L’innocenza del personaggio la distacca anche nel look sobrio e classico dagli altri protagonisti, tutti caratterizzati da personalissimi dettagli; l’unico dettaglio su cui si sofferma la storia nel caso di Laura è l’anello, ed è un regalo.
penelope-cruz-the-counselorUn filo più interessante lo styling di Brad Pitt, altrettanto cafone (niente, cafone è il filo conduttore di questi bizzarri personaggi). Yates si inventa dei completi in chiave un po’ grottesca, realizzati da Chris Car, il suo sarto, seguendo l’indicazione di Scott che il personaggio di Westray dovesse essere un cowboy raffinato.

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Forse il personaggio più chiaro del film, l’unico a saper gestire le cose, sembra, la sua sicurezza e la sua consapevolezza sono sottolineate dal suo look molto personalizzato – lui è uno che si occupa di questioni pratiche, ma ci guadagna bene. Gran dispiegamento di accessori – gioielli Konstantine, stetson, e stivali di coccodrillo.
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Sì, è un completo elegante con le decorazioni da camicia da rodeo, e allora?
Qui sotto, invece, la scena per cui sto ancora discutendo con la mia amica (nostalgica) che insiste nel dire che tra Brad Pitt e Michael Fassbender sia meglio Brad Pitt. (dai ma la scena in cui arriva a Liverpool Street, daaai cit.).
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A parte che secondo me i film in cui Brad Pitt è più bello in assoluto sono Seven e Fight Club (altro che capelli lunghi), ultimamente tendo ad essere dalla parte di Fassbender anche perchè, mi chiedo, qualcuno gli darà mai un bel personaggio positivo e piacevole? (no, dico, avete visto 12 anni schiavo?)

Secondo Paula Thomas, Malkina e Reiner sono come quei russi che erano ricchi ma dovevano tenerlo nascosto, e una volta ambientati nel mondo occidentale diventano come animali liberati, ostentando tutta la ricchezza che possiedono. Yates invece ha guardato per l’ispirazione più al jet-set mediterraneo, “quei tipi che si vedono in posti tipo Porto Cervo, che se la vivono alla grande (living it large), come diciamo a Londra. Credo ci sia una parola che li definisce: arrivisti”. Non solo, riesce ad apprezzarne persino l’appariscenza: “Siamo stati eccezionalmente modesti e sobri negli ultimi cinque anni, tutti colletti rotondi e mary janes. In questi tempi di austerità, bisogna lasciare esprimere anche il proprio Mugler”

In conclusione non posso che trovarmi, come nel caso di Prometheus, ad apprezzare più i costumi che il film in sé. Scoprire dopo averlo visto che esisteva pure un teaser-backstory con Fassbender che compra biancheria intima da Natalie Dormer non ha contribuito a fare chiarezza rispetto a come davvero vadano le cose nel film (ma ringrazio sempre per averci regalato Fassbender che parla di biancheria, grazie davvero).

Ed è un dispiacere, detto con il cuore da una sincera ammiratrice di tante bellissime cose di Ridley Scott (su Alien ho già stracciato i maroni in abbondanza; Blade Runner e Thelma & Louise sono tra i miei film preferiti, e và, ci metto in mezzo anche parecchio rispetto pure per Soldato Jane), ma mi pare che ultimamente ne stia imbroccando sempre di meno. Questo film ha un gran cast e una gran bella realizzazione visiva, ma è proprio sulla scrittura – pure di una grossa firma – che ancora una volta si sacrifica la regia di Ridley Scott. Peccato.

1 thought on “The Counselor”

  1. No, no, Fassbender. Non Brad Pitt. Fassbender, che non solo c’ha i ruoli scomodi, ma che è pure diventato la Musa al maschile di Ridley Scott proprio quando il regista è al declino. E poi, Fassbenderrrr *_*
    P.S: Questi teaser dei film Ridley Scott sono pubblicità fatte e finite: dopo quello di Prometheus volevo comprarmi David, dopo questo farei improvvisamente un salto da Tezenis.

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