The Wolf of Wall Street

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Difficile concentrarsi sui costumi in un film dove ci sono nani che vengono lanciati, pesci rossi inghiottiti e ragazze rivestite di mazzette di denaro, eppure la ricostruzione di Wall Street negli anni 90 ad opera di Sandy Powell merita un paio di note. (questo l’ho scritto prima che questo post diventasse logorroico).

“La storia recente è in effetti molto difficile da ricreare”, Powell ha dichiarato a The Daily Beast. “Non siamo abbastanza lontani per osservarla con lucidità”. In effetti,  cosa indossavano le persone normali? Anche adesso, quasi quindici anni dopo, è difficile da dire. C’era la moda del grunge, certo, e gli accessori hip-hop hanno iniziato a diffondersi su larga scala. Ma chissà perchè gli anni 90 si sono rivelati più difficili da sintetizzare, farne parodie, e metterli in scena rispetto a decadi precedenti. Gli anni 50? Leave it to Beaver. Gli anni 60? Mad Men, e Sgt. Peppers, e gli anni 70, un po’ Hotel California e un po’ La febbre del sabato sera. E gli anni 80 sono i più facili: “spesso sono rappresentati da un punto di vista comico, sono sempre dei look così esagerati e ridicoli. Le scene anni 80 all’inizio di TWOWS sono state molto più facili da realizzare”.

Ok, dò per scontato che il film l’abbiate visto: solo io che sono una nota sociopatica sono stata invitata a vederlo da almeno dieci diversi amici, quindi direi che in media l’hanno visto tutti.

La cosa che forse più mi è rimasta impressa in termini di costume è un abito che Jordan indossa, già ricchissimo, che assomiglia moltissimo al look di Matthew McConaughey all’inizio del film, quando lui è quello di successo e Jordan quello che ha ancora tutto da imparare, anche in fatto di vestiario – quello che indossa la prima volta che arriva a Wall Street è l’analogo del completo di Zara da neoassunto (una volta lavoravo in un pub a pranzo, c’era un gruppo di neolaureati che alternavano due completi per tutta la settimana).

Negli anni in cui si svolge l’inizio di The Wolf of Wall Street, la chiave del look era lo stile alla Gordon Gekko: gessato blu, spalline rigide, scolli enormi. Era un look ad avere un particolare appeal sulle persone ambiziose come Belfort: proiettati in un mercato di soli uomini, la power suit non era solo un’armatura psicologica, ma con il suo stile un po’ da gangster arrogante simboleggiava anche il desiderio di essere i più bravi, i più ricchi, i più sfacciati, in qualsiasi modo fosse possibile.

Era un periodo molto diverso da ora, se ci si pensa: in tempi di crisi e Occupy Wall Street, la ricchezza non è più così ostentata, e i colletti a contrasto sulle camicie sono stati sostituiti da linee più sobrie e un’eleganza più discreta, fatta di dettagli tipo gli occhielli cuciti a mano. Il ruolo della power suit si è evoluto parecchio dagli anni 80: se ora l’abbigliamento è meno appariscente, è perchè negli anni 80 e nei primi 90, banchieri e stock brokers erano diventate delle icone culturali, adottando uno stile unico e riconoscibile che li definiva immediatamente come tali; non era una questione di moda ma di dimostrare quanti soldi si stavano facendo, fosse anche solo attraverso dei gemelli vistosi. Come diceva Agassi, “image is everything”.

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[E già che parliamo di Matthew McConaughey, capisco che deve essere uno di quei fortunati che perdono peso senza lo svantaggio di riprenderlo immediatamente (state guardando True Detective? o ha girato tutto quello che ha girato nel giro di due mesi?) E solo io lo trovo più figo ora che è meno palestrato?]

Comunque, dicevamo, la somiglianza:

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Film Fall PreviewTra gli abiti del protagonista nel suo passaggio intermedio da disoccupato a genio del penny stock market ci sono anche dei completi di Armani, il preferito di altri personaggi arrivisti e contestualmente simili, come Patrick Bateman di American Psycho e il Julian di American Gigolo, partendo proprio dagli anni 80. Non solo Armani ha concesso materiale di riferimento a Powell dandole accesso all’archivio e alle fotografie delle passerelle del tempo, ma ha anche realizzato proprio l’abito di cui parlavo prima.

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Il taglio degli abiti di Jordan progredisce durante il film, diventando via via sempre più ricercato e personale, e i completi diventano più formali e classici, virando più sull’alta sartoria inglese di Saville Row, a cui tutti i personaggi del calibro di Belfort aspiravano. Tra gli accessori, orologi giganti e costosissimi (che vengono lanciati) e scarpe di Gucci.  (Delle cravatte parlo dopo).

“Ho cercato di rimanere fedele al periodo, ma, detto questo, mi sono presa delle libertà inventando cosa pensavo che i personaggi avrebbero indossato piuttosto che replicare esattamente quello che il vero Jordan indossava. E’ stata una fortuna che lui mi abbia dato parecchio materiale fotografico così ho potuto prendere ispirazione senza copiare letteralmente”

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Le linee esagerate e i colori vistosi degli anni 80 in realtà hanno resistito all’incirca fino a metà degli anni 90: (durante il film, spesso pensavo a Chandler di Friends). Tutto il taglio anni 80 è esagerato, dalla larghezza delle spalle alle pinces nei pantaloni (in un paio di scene sono effettivamente larghissimi anche addosso a uno come DiCaprio, che le spalle ce le ha, ma i pantaloni! che brutti quei pantaloni, molto peggio di qualsiasi esagerazione della moda donna anni 80), mentre negli anni 90 i colori diventano più spenti e classici, con un sacco di grigi e neri in più, mentre anche la silhouette degli abiti si alleggerisce, diventando meno squadrata (è il momento in cui la giacca destrutturata di Armani diventa un must-have).

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Notevole quest’intervista al sarto responsabile degli abiti sartoriali di DiCaprio, Leonard Logsdail, collaboratore di Powell e Scorsese già da tempo, ma soprattutto realizzatore di tanti abiti per i veri broker di Wall Street negli anni 90. Tanto che compare nel film nel ruolo del sarto, appunto.

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Leonardo Dicaprio in The Wolf Of Wall Street

Tra i riferimenti di Powell, vecchie copie di GQ e Arena, oltre che le riviste da donna, e per Jordan in particolare (oltre che le sue foto personali), i cataloghi di Ralph Lauren sono quello che mi è venuto in mente rispetto alle scene al di fuori della vita lavorativa. In parte, anche perchè la più classica delle polo Ralph Lauren con i Ray-ban è lì in bella vista.

leonardo-dicaprio-stars-in-new-trailer-for-the-wolf-of-wall-street-watch-now-147573-a-1383117010-470-75 On Location For "The Wolf On Wall Street"

(indimenticabile momento tuta-camicia di jeans. personalmente la mia scena preferita)Wolf-of-Wall-Street-13Il personaggio di Jonah Hill, Donnie, è invece un classico vorrei ma non posso. Nelle parole della costumista, “prova disperatamente ad essere preppy ma senza riuscirci molto bene”.

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La camicia oxford button down multicolor in colori pastello, maglioni annodati al collo, occhiali dalla montatura grossa, bretelle lilla – c’è sempre un elemento che non è coordinato, che lo fa sembrare involontariamente comico. Notevole anche lo smoking con cui si presenta al matrimonio di Jordan.

1387913862929.cachedPer quanto riguarda i personaggi femminili, la moda era tutta incentrata sulle cose aderenti, soprattutto all’inizio, diventando poi più sobria e con molto nero nell’ultima parte. Se la prima moglie di Jordan, interpretata da Cristin Milioti, è più legata agli anni 80 in fatto di capelli, jeans e trucco, non è solo perchè le cose si svolgono alla fine degli anni 80 e poi non la vediamo più, ma anche per sottolineare come il personaggio sia rimasto in qualche modo indietro rispetto a Jordan, come se faccia già parte del suo passato.

ee697e3f69fca2e7bdb04869c6d92edc 8e014f05bfc3dcad484283a9ea3e5e90 Per quello che riguarda Naomi, la sua ricchezza è ovvia e ostentata ma mai in modo volgare.

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Per vestire Margot Robbie, Powell è partita dalle foto di Nadine (la vera Naomi) del tempo ed è andata a ricostruire anno per anno i brand con cui si vestiva lei. Parecchi pezzi vintage come Chanel, Versace e Armani si fanno notare, ma il preferito di Robbie e Powell è quello che Naomi indossa quando entra in casa per trovare un’orgia gay: “Potrebbe chiamarsi un look da Wonder Woman Versace. Era Versace dalla testa ai piedi e sembravo Michael Jackson. Stivali alti al ginocchio con fibbie dorate, pantaloni stretti neri a vita alta e una giacca in stile banda, e un sacco di oro”.

Il primo abito con cui la si vede è un Hervé Leger tipico dei primi anni 90, molto sexy e scollato, che è molto nel personaggio in quel momento della storia e la fa notare in mezzo a tutta la folla della festa (anche per le comparse sono stati ricercati abiti e accessori d’epoca tra noleggi e negozi vintage); in seguito Powell la veste con dei total look (oltre che Versace, Dolce e Gabbana), errore tipico dei neo-arricchiti per far vedere la propria ricchezza. Via via però, mentre Naomi diventa più infelice, il suo stile diventa più chic e meno appariscente, prendendo sempre di più le distanze da Jordan, rispecchiando la moda di Prada e Gucci dei tardi anni 90.

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Margot Robbie non era troppo felice di dover avere le unghie finte, della malefica abbronzatura spray e delle due ore di trucco e parrucco minime richieste, ma soprattutto del dover indossare scarpe vintage non sempre della sua taglia – non so voi se abbiate mai messo dei tacchi di due numeri in meno, ma non posso che essere d’accordo con lei.The-Wolf-of-Wall-Street-margot-leo-rsMa dicevamo, le cravatte:

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un mare di cravatte di seta italiane infelicissime e impossibili da ignorare. Sono dappertutto e sono orribili, fantasie, quadratini, bolle, diamanti, fantasia. Le indossano tutti e nessuno le indosserebbe ora, forse giusto qualche politico molto datato e senza consulente d’immagine. E quello è forse il trucco meglio riuscito di Powell, un segno lampante dell’epoca di ricchezza esagerata e pessimo gusto. “La cravatta da sola può definire un’epoca”, ha detto Powell, perciò parecchio tempo e risorse sono state dedicate alla ricerca di cravatte esattamente di quel periodo, sia noleggiandole che cercando minuziosamente tra negozi dell’usato e mercatini per le grafiche geometriche giuste. wolf_wall_street_03

Comunque, non so voi ma questo film mi ha rimesso dritta nel #TEAMLEO per quanto riguarda l’Oscar, mi spiace Matthew, ma tanto vincerai un Emmy. Chiunque conosco che l’abbia visto ha condiviso reazioni epiche ed entusiastiche, Scorsese stavolta ci ha proprio preso (ma quando non)

Oltre ad averci regalato, secondo la mia amica Chiara, la gif più bella di sempre.
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E per finire, fun fact! conosco uno che conosce uno che negli anni 90 lavorava dal vero Belfort. La cosa dei nani è vera.

3 thoughts on “The Wolf of Wall Street”

  1. Ciao, ho letto il tuo articolo e ti faccio i complimenti! Sono capitata qui perchè sto cercando disperatamente il vestito di Margot Robbie nella scena dentro la limo con Leo. Mi potresti aiutare??

tu che ne pensi?

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