Star Wars: il risveglio della forza (No bad feelings about this)

Rey

(SPOILER! POI NON DITE CHE NON VI AVEVO AVVERTITO!)

La cosa più bella del nuovo film di Star Wars è che c’è un nuovo film di Star Wars, e che è al cinema. Io ci sono andata con un’amica più organizzata di me che l’aveva già visto mercoledì, e che prima che iniziasse il film mi ha detto, tu per esempio stai per vedere un film nuovo, sei un po’ emozionata?.


E quando una storia si porta dietro così tanto bagaglio, così tanta storia, avere la possibilità di vedere una parte nuova di quell’avventura è un’esperienza davvero spettacolare. Io davvero mi sono emozionata. Avendo attentamente evitato ogni tipo di spoiler, sapere che mi aspettavano due ore e qualcosa di Star Wars in cui non sapevo cosa succedesse è stato davvero emozionante. E se l’ultima volta che ho visto un nuovo film di Star Wars al cinema le mie aspettative erano state parecchio deluse, stavolta, che dire, no, è stato bellissimo, è stato tutto bellissimo.

(La cosa che mi ha lasciato più perplessa degli ultimi giorni, per esempio, è la gente che si lamentava della gente eccitata per l’uscita di questo film – se state leggendo questo post penso che la pensiamo tutti uguale quindi riassumo: la Disney ha davvero sbracato sulla promozione, permettendo praticamente a chiunque di associare pubblicità al franchise, con il risultato che siamo stati assediati di spot con riferimenti a Star Wars*; a parte che sembrano tutti essersi dimenticati di quando solo qualche mese fa c’erano MINIONS MINIONS MINIONS DAPPERTUTTO,  è una mossa in cui ci guadagnava sia Disney sia chiunque inserisse i riferimenti nei suoi spot – è marketing fatto bene, baby – ma poi, ascolta, io ho dei bellissimi ricordi e storie sulla mia personale esperienza di Guerre Stellari, dalle videocassette che avevano i miei amici quando ero alle elementari a quando sono andata con mia mamma a vedere La minaccia fantasma al cinema (eh, che vuoi). Chiunque ha nel suo vissuto una storia sulla sua percezione di Star Wars, e se anche non ne sei rimasto affascinato, comunque soprattutto, dai, è cultura generale. Se non hai mai visto Star Wars nel 2015 e vuoi pure vantartene, non sei un figo, sei uno snob ignorante. Peggio per te).

Seriamente, ho adorato TUTTO di Il risveglio della forza. TUTTO.
Dal momento in cui è partita la musica di apertura, con quella scritta gigante che mi ha fatto saltare il cuore in gola, al primo titolo di coda, tutto.

Forse proprio perchè di recente ho rivisto la trilogia dei prequel** che era piena zeppa di difetti e vittima eclatante del tropparoba, credo di poter dire che il fatto che più mi ha convinto del film, al netto dell’emozione, è che non ci ho trovato nulla di superfluo. I personaggi nuovi, anche se con poche battute, riescono come alcuni personaggi della trilogia classica a definirsi caratterialmente senza eccessivi spiegoni nè scene forzate, mentre quelli che già conosciamo hanno davvero bisogno di poche parole per emozionare. E tutta l’immagine del film è bella, bellissima, nuova e piena di effetti speciali strepitosi ma coerente con l’immaginario di quarant’anni fa. I paesaggi, i costumi sono essenziali. Le spade laser sono più belle e non solo per un vezzo di immagine***, Leia e Han sono invecchiati con dignitosa grazia, il droide che la fa da protagonista di certo non poteva essere realizzato nel 77 ma è molto più coerente con la memoria collettiva di tutti i droidi di L’attacco dei cloni messi assieme. Certo poi ci sono tante, tantissime citazioni che strizzano l’occhio, alcune forse telefonate, alcune sovvertite, ma che sono secondo me inevitabili quando aggiungi un capitolo a una storia così amata.

E Rey, Rey è strepitosa.
Il 2015 è stato un anno grandioso per i ruoli femminili nel cinema di genere, e Star Wars non ha mai trattato le sue protagoniste come figurine, ma la protagonista del film è lei, e Daisy Ridley sta una spanna sopra gli altri. Poco dopo aver appena incontrato Han Solo e Chewbacca, c’è questo momento di stupore nei suoi occhi in cui tutto il pubblico potrebbe riconoscersi: Skywalker? La Forza? Ma davvero? Sono davvero sul Millennium Falcon?****
Anche il suo costume in questo senso è perfetto: sembra qualcosa che si è rimediata da sola, avanzi e brandelli di abiti trovati in giro mentre recuperava rottami.

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La mascherina anti sabbia è fatta con gli occhi di un casco da stormtrooper***** che deve aver trovato in giro, la cintura probabilmente apparteneva a qualcun altro, usa un casco della vecchia armata ribelle per sentire la radio, il turbante che ha in testa per proteggersi dalla sabbia è una maglietta arrotolata. Allo stesso tempo il richiamo è evidente, e nel momento in cui per la prima volta prende in mano una spada laser, lo intuisci già che questa diventerà una Jedi. (FIGATA) (YAY REY) (C’erano le Jedi donne nei prequel? Se sì, chi le ha viste?). Everything is colour-coded for your convenience in tutto l’universo di Star Wars, e non è per niente un caso che il costume di Rey sia di lino e garza neutra, esattamente come le tuniche di Luke Skywalker e Obi-Wan. 

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Dovranno sicuramente spiegarci anche qualcosa in più sul bastone, che come gente più nerd di me ha già individuato sembra essere formato da dei pezzi di vecchie spade laser; Rey non è particolarmente agile nello sparare, e forse il suo bastone non è un’arma elegante per tempi più civilizzati ma è ovvio che proprio come gli Jedi Rey è più una da combattimento corpo a corpo.

E se il costume di Rey sembra completarsi con l’arma, allo stesso modo il fatto che il costume di Finn sia di fatto la giacca di Poe anticipa la storia del personaggio in modo didascalico ma sottile: spogliatosi dell’armatura da stormtrooper Finn ha una tuta nera ugualmente anonima, ma mettendosi la giacca del pilota diventa subito più autorevole, degno di rispetto, riconoscibile. Non più uno qualsiasi, ma uno della resistenza. La giacca lo aiuta a diventare un personaggio.

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star-wars-force-awakens-finn1In più, chi altro indossava una giacca di pelle? Han Solo, antieroe tanto quanto Finn.

Se la spada laser che fu di Anakin e di Luke ha avuto un ulteriore restyling, diventando un oggetto prezioso e scintillante, custodito come una reliquia, anche la spada laser di Kylo Ren dice la sua. Per prima cosa, adesso sembra che queste spade laser siano davvero fatte di luce (non so se avete presente la scena in cui Luke lotta con Darth Vader, quello gli lancia la spada contro e quella rimbalza contro una balaustra) e questo rende i duelli più credibili. Secondo, di nuovo, color-coded: spada rossa da sith e divisa nera. Kylo Ren (l’ho già detto spoiler? SPOILER) non ha alcun bisogno di essere coperto dalla testa ai piedi e non ha bisogno della maschera, tant’è che la toglie, più di una volta. Il suo costume racconta esattamente che è una sua scelta quella di seguire le orme di suo nonno, tanto da adottarne il look quasi ugualmente. La maschera è diversa, sia perchè non ha bisogno di contenere un respiratore, ma ha il potenziale per diventare un icona tanto quanto quella di Darth Vader. Il fatto che rifletta la luce e i colori di quello che ha davanti a seconda di dove si trova ha una resa eccezionale in video, ti butta dritto in mezzo all’azione. (Adam Driver è bravissimo e io ho pianto praticamente ogni volta che lo inquadravano. La scena della passerella, mioddio, sette film e ancora questi ingegneri del male progettano stazioni spaziali con dei precipizi senza neanche non dico addirittura una balaustra, ma chessò, un cavo d’acciaio a cui aggrapparsi).

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Non è certo solo una citazione, ma un’evoluzione, così come tutti gli stormtroopers sono stati “aggiornati”. In parecchie interviste il costumista Micheal Kaplan ha dichiarato che per prima cosa, gli stormtroopers originali non erano più utilizzabili, sia per danneggiamenti dovuti al tempo sia perchè la tecnologia contemporanea non lascia scappare troppe cose: sono stati rivisitati senza perderne il carattere o lo stile, e il colpo d’occhio è lo stesso.
Qui articolo da vera nerd di costumi sul design degli stormtroopers. No vabbè.

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Devo ammettere di avere un debole per l’armatura di Captain Phasma. La guardi e sembra davvero che quel metallo sia stato indossato in innumerevoli battaglie, ma che sia stato progettato così bene da essere ancora intero.

Altro momento awww che non vi spiego che non c’è bisogno:

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dai, non c’è bisogno

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In generale, l’approccio di Kaplan alla citazione è stato rispettoso e emozionante, soprattutto con i personaggi storici:

Era fondamentale, per me e per J.J., restare nello stesso mondo dei personaggi che erano nei primi tre film. Molti dei personaggi sono interpretati dagli stessi attori, e volevo che fossero familiari, come se le stesse persone stessero facendo le scelte che avevano già fatto trent’anni fa rispetto a cosa indossare. Le cose avevano bisogno di essere aggiornate, ma non riinventate […] sono le stesse persone, perciò vestirle era un fatto di fare cose che fossero appropriate per loro. Anch’io per esempio ho lo stesso gusto di quando andavo a scuola, ma non metto più le stesse cose perchè non sarebbero appropriate. Sono tempi diversi, e chiunque vuole apparire bene rispetto al contesto… è stato quel tipo di scelta.

(Ho già detto SPOILER? SPOILER!) Vedi per esempio Luke. L’asceta. Ritirato sulla letterale isola deserta, con lo stesso vestito da Jedi. Lo stesso.

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La quantità di articoli sull’argomento costumi di Star Wars è quasi infinita, ma per il momento ho letto poche interviste e soprattutto, dato l’impatto emozionale del film, probabilmente avrò più commenti dopo averlo rivisto (tipo, settimana prossima). Quello che è certo è che avvicinarsi a una mitologia come quella di Star Wars richiede un atto di devozione nei confronti di quello con cui si sta lavorando che non riuscirei neanche a immaginare. La responsabilità di dar vita a un nuovo capitolo di una storia così importante per così tante persone… si sente e si vede sullo schermo. Mi ha incuriosito questa frase di Kaplan, che a proposito di lavoretti semplici aveva già lavorato con JJ Abrams sul reboot di Star Trek:

[JJ Abrams] ha sempre avuto opinioni molto forti, ma nel caso di Star Wars, ho avuto improvvisamente a che fare con una persona completamente diversa. Voglio dire, mi veniva a chiedere dove avrei messo le cuciture. Mi spiego, niente, niente passava senza la sua approvazione. E’ stato ammirevole come tutto nel film fosse importante. Si poteva vedere che effetto il film ha avuto su di lui quando era bambino e come lo ha incorporato nel suo lavoro. E’ stato eccitante aiutarlo e seguire tutti i passi che lo potessero rendere soddisfatto. […]

o, se vogliamo riassumerla, cito Clothes on Film:

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Siete liberi tutti di pensarla come volete. Per me è SI SI BRAVI TUTTI TORNO SUBITO A RIVEDERLO.

Ah, poi BB8 cuoricini.

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*ho visto il film in un multisala e dopo mezz’ora di pubblicità in cui volevano convincermi anche che guidare una panda è come pilotare il millennium falcon mi sono messa a gridare “VA BENE MI COMPRO UNA MACCHINA MA VI PREGO FATEMI VEDERE QUESTO FILM”
**da brava giovane nerd, ho visto episodio I, II e III al cinema, quando sono usciti, e poi mai più fino a un paio di settimane fa. Non ricordavo moltissimo dell’esperienza se non: un generale NO; il fastidio provocato da Jar Jar Binks; che comunque a Ewan McGregor perdono quasi tutto in generale nella vita; e che avevo riempito quadernini di disegni dei costumi di Natalie Portman. Li ho rivisti e confermo il no, ma soprattutto avevo rimosso l’esagerazione di scene e costumi di quella trilogia di disagio. Sull’argomento “troppi cambi per Natalie Portman” c’è molto da dire e forse lo dirò, ma guardando gli episodi in ordine è troppo netto il distacco tra il mondo dei prequels e le trecce della principessa Leia.
***Tu mi blocchi ma io ti brucio la spalla con il laser laterale. Well played. L’arma in sè è sempre la stessa ma si sono inventati un dettaglio in più per coreografare i combattimenti e questa è una cosa molto bella.
****questa cosa richiama in parte il breve scambio all’inizio di episodio IV, quando il generale prova a prendere in giro Darth Vader minimizzando la Forza. Ma quanti c* di anni passano tra una trilogia e l’altra? questi ci hanno fatto la rivoluzione, gli Jedi erano i protettori della Repubblica, letteralmente la stessa gente è al centro dell’azione ma tutti pensano si tratti di leggende. Credo che sia l’unica nota stonata della saga.
*****L’anno scorso per lavoro ho noleggiato un costume da Stormtrooper e ho dovuto togliere le lenti al casco perchè la persona che lo indossava non ci vedeva. Giuro che le ho riconosciute immediatamente. Altra cosa: mettere un costume rigido da Stormtrooper addosso a una persona, di fretta, non è proprio semplicissimo (velcro everywhere)

5 thoughts on “Star Wars: il risveglio della forza (No bad feelings about this)”

  1. Un dettaglio interessante: l’elmo casco coso di Kylo Ren è stato realizzato a partire dalle linee guida essenziali di quello degli StormTrooper, ma inserendoci poi altri elementi (il bocchettone dell’aspirapolvere sotto e la mega furbata degli elementi riflettenti per poi piazzarci su tutto il rosso della malvagità o il blu della spada laser altrui).

    Quell’articolo sui costumi di Natalie Portman lo vorrei tantissimo. In qualità di amante dell’esagerazione, li amo quasi tutti alla follia (e le ancelle in gradiente giallo arancione, possiamo parlarne, sì sì sì?). Forse degradano verso l’esagerazione nel secondo e il terzo, lo posso ammettere, ma il primo è AWWW (a parte l’ultimo).

    Ultima cosa e poi la pianto: anche a me sono piaciuti i costumi tantissimissimo tranne quelli di Leia (e la cofanata finale che le hanno messo in testa). Non so, mi sembravano un po’ finti e un po’ rigidi. Problemi mie.

    Anzi, ultima cosa numero due: tu che sei costumista e stai, perché Oscar Isaacs deve avere quelle acconciature così impomatate pur avendo una splendida chioma di natura da utilizzare come si vuole?

    1. aaaah, allora 1)da Graham Norton la stessa Carrie Fisher ha detto che in costume sembrava una “benzinaia fighetta”. Oh a me piaceva. 2)me lo sono chiesta anch’io. per natalie portman ti tocca aspettare ma prometto che a gennaio cerco di togliere le ragnatele al blog quindi chissà…

tu che ne pensi?

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