Lo chiamavano Jeeg Robot: i costumi raccontati da Mary Montalto

Dopo aver visto Lo chiamavano Jeeg Robot avrei voluto dire e scrivere un milione di cose. Ma ehi! ho aspettato a scrivere, primo un po’ perchè sicuro tutti avrebbero avuto da dire delle cose più intelligenti, (e puntualmente, eccole) secondo ero in attesa di Contributi Esclusivi Bellissimi Che Trovate Più Avanti.

Diciamo che avevo l’aspettativa abbastanza alta, perchè sono una fan delle persone che provano a fare qualcosa di diverso, ma sono rimasta comunque spiazzata da quanto è stato entusiasmante.

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Mad Max: Fury Road

Non sono tanto indietro da aver visto questo film solo adesso, anzi ho avuto il piacere di vederlo più e più volte (FILM DELL’ANNO 2015 SCUSA STAR WARS). Se non ne ho scritto fino ad adesso è perchè ci sarebbe così tanto da dire sull’immaginario di Miller che scrivere solo di questo film mi sembra quasi riduttivo.

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Revenant

DiCaprio è vegetariano, dai. Qui si mangia la carne cruda. Una mia amica di recente ha scritto: “Se leo perde in favore di Matt Damon mi lascio morire attaccata a una porta alla deriva nell’Oceano”. E insomma, diciamo che sono abbastanza d’accordo. Un po’ perchè Leonardo DiCaprio se lo merita l’Oscar*, indipendentemente dal film: BASTA dategli un premio; ma soprattutto perchè nel 2016 evidentemente si può sopravvivere attaccati a un tronco in un fiume ghiacciato, nudi nella neve, digiuni da giorni, feriti da mamma orsa, grazie a vestiti che non si congelano e pellicce impermeabili.

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Star Wars: il risveglio della forza (No bad feelings about this)

(SPOILER! POI NON DITE CHE NON VI AVEVO AVVERTITO!)

La cosa più bella del nuovo film di Star Wars è che c’è un nuovo film di Star Wars, e che è al cinema. Io ci sono andata con un’amica più organizzata di me che l’aveva già visto mercoledì, e che prima che iniziasse il film mi ha detto, tu per esempio stai per vedere un film nuovo, sei un po’ emozionata?.

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Orphan Black

Ogni volta che vedo Orphan Black finisce che mi chiedo: ma la Tatiana Maslany, ce le avrà ogni tanto delle pause? Quanta gente le sta dietro per ricordarle quale personaggio deve fare? Finisce che me lo chiedo, nel senso che me lo chiedo quando l’episodio è finito perchè durante la visione tendo a dimenticare che è sempre la stessa attrice a fare cinque/sei ruoli di cui alcuni sono pure Helena che si spaccia per Sarah che si spaccia per Beth, o Alison che si spaccia per Sarah, o viceversa. Posso dire che la BBC è il meglio del meglio del meglio, anche quando lavora in America?

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Chi ha vinto, chi vince – un riassuntone sui premi

(un post con le figurine)

Domani ci sono le premiazioni degli Oscar! Sappiamo tutti che non saranno divertenti come i Golden Globes dove si ubriacano tutti, e che a me personalmente l’Academy sta antipatica perchè sembra pensare che i costumi notevoli siano solo nei film d’epoca e che nei film contemporanei non ci sia nessun tipo di lavoro, ma rimane il premio più prestigioso, e che tra Sanremo e canale 5 che mette in onda la Grande Bellezza in anticipo di mesi probabilmente Sorrentino ha passato l’ultimo mese a fare gesti scaramantici, ma tant’è- per prepararvi, un riassuntone di chi cosa perchè e di cos’è successo altrove.

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12 anni schiavo

Premessa: decidessi io, 12 anni schiavo agli Oscar vincerebbe TUTTO (lo so che avrei anche già assegnato dei premi a Her, DiCaprio, McConaughey e Leto, ma vabbè: tanto purtroppo non decido io). Ho visto quasi tutti quelli candidati a miglior film e questo è l’unico che mi abbia lasciato davvero senza parole (in senso positivo; altri mi hanno lasciato senza parole per il solo fatto di esser stati inclusi nella rosa). Sugli Oscar e i meccanismi che li governano però vi rimando a questi due post di Gardy che è meglio informata.

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The Wolf of Wall Street

Difficile concentrarsi sui costumi in un film dove ci sono nani che vengono lanciati, pesci rossi inghiottiti e ragazze rivestite di mazzette di denaro, eppure la ricostruzione di Wall Street negli anni 90 ad opera di Sandy Powell merita un paio di note. (questo l’ho scritto prima che questo post diventasse logorroico).

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The Hunger Games: Catching fire (La ragazza di fuoco)

Trish Summerville faceva la stylist per pubblicità e video prima che David Fincher le desse l’opportunità di esordire nel cinema con Millennium, e il risultato è l’indimenticabile Lisbeth Salander di Rooney Mara. Nel secondo capitolo degli Hunger Games, Catching Fire, il suo intervento di rielaborazione rispetto alla prima parte, i cui costumi erano stati creati da Judianna Makowsky è segnato soprattutto dal modo in cui ha cambiato il suo ruolo da costumista a direttrice dei costumi; per arricchire la Capitol del film infatti si è avvalsa soprattutto di collaborazioni ben selezionate; Alexander McQueen, Cerre (luxury brand di pelle che già aveva realizzato la giacca di pelle di Salander in Millennium), House of Worth e altri. Continue reading “The Hunger Games: Catching fire (La ragazza di fuoco)”