Brooklyn

Brooklyn è una deliziosa storia di emigrazione e amore ambientata nei primi anni 50 tra il più piccolo dei paesini di provincia irlandesi e Brooklyn, appunto. Protagonista è Saoirse Ronan, una che non vince abbastanza premi solo perchè in giro c’è Jennifer Lawrence, o se no non me lo spiego. Qui un adorabile video in cui illustra la pronuncia dei nomi irlandesi, per la vostra gioia.  Curiosamente, Brooklyn è anche il centesimo film che ho visto quest’anno con dentro Domnhall Gleeson, che va un casino quest’anno.

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I premi che contano 2016 (fate vincere tutto a Mad Max Fury Road)

qui è dove con tutta la mia spocchia vi commento brevemente cosa dicono quest’anno le nomination degli unici premi che mi piacerebbe vincere nella vita

(un altro post con le figurine)
(l’anno scorso ho saltato)

I premi del cinema sono le uniche occasioni in cui quelli che non sono nerd o del mestiere sentono nominare le parole Costume Design. Poi vedono ste sconosciute o sti sconosciuti che ritirano la statuetta in velocità e via, dimenticati di nuovo. qui è dove con tutta la mia spocchia vi commento brevemente cosa dicono quest’anno le nomination degli unici premi che mi piacerebbe vincere nella vita. Mi rammarico della scarsità di link ma cercherò di provvedere

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Macbeth

Ha un’aria da western, la Scozia in cui Justin Kurzel ambienta questa versione di Macbeth, una fredda terra di confine, selvaggia e povera. Un cielo color nebbia e i toni spenti del paesaggio stabiliscono il clima, e Jacqueline Durran realizza i costumi severi che rendono ancora più spettrale e gelida la tragedia di Macbeth e signora.

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Rush

Bentornati alla rubrica “pettorali che parlano da soli”, detta anche “grazie casting director”. Forse ci voleva Chris Hemsworth per convincermi a vedere un film sulla Formula Uno, per di più di Ron Howard, ma devo dire che Rush mi ha piacevolmente sorpreso. Per quanto parziale il racconto dei fatti sia stato, infatti, ho trovato il film parecchio divertente e bello da vedere.

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Mood Indigo – la schiuma dei giorni

05_Mood-indigo_640-480_resizeSenza utilizzare l’abusata espressione il genio visionario di Gondry, è facile dire che questo film può piacere soltanto (forse) a chi ha letto La schiuma dei giorni, il libro di Boris Vian da cui il film è tratto.
Ecco, io l’ho letto.
Perché se no, Gondry bello eccetera, ma anche ai fan del regista questo film sembrerebbe complicato, troppo sopra le righe per essere comprensibile in sole due ore: l‘immaginario di Vian è così articolato e ricco di dettagli e particolari surreali che probabilmente solo Gondry poteva farne un film, e infatti lo fa a modo suo ma mantenendo alla lettera la maggior parte delle bizzarre creazioni dell’autore.
Basti pensare che il libro è stato scritto nel 46, ma si capisce di trovarsi tra le mani delle pagine insolite nelle prime dieci righe:

Colin posò il pettine e, armatosi di un tronchesino, tagliò obliquamente gli angoli delle sue palpebre opache, in modo da rendere misterioso il suo sguardo. Era costretto a farlo spesso, perché ricrescevano in fretta.

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Espiazione – Atonement (dell’arte della trasposizione)

atonement Espiazione è un romanzo di Ian McEwan, da cui è stato tratto un improbabilmente bellissimo film di Joe Wright, nel 2007, con i costumi di Jacqueline Durran, una che tra le altre cose ci ha preso una nomination all’Oscar. Improbabilmente bellissimo perchè il modo in cui il romanzo è narrato non dice “ehi, facciamo un film”, eppure, Wright ci riesce (decisamente meglio che con Orgoglio e Pregiudizio). La cosa interessante dal punto di vista del costume è che il film offre spunti di riflessione rispetto alla questione dell’autenticità e della fedeltà tra testo originale e trasposizione, oltre a contenere l’abito più bello del cinema degli anni duemila so far.

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Happy Family

Ciao, vi avviso che questo post è sovraccarico di immagini, ma non sapevo fermarmi.
Happy Family è un grazioso film del 2010 di Gabriele Salvatores (che io però ho visto solo adesso perché sono ancora impegnata a recuperare serie tv, figuriamoci i film): del regista si possono dire un sacco di cose, ma non che sia uno che non ama sperimentare. Happy Family è una commedia “meta”, che tra citazioni e riferimenti racconta una storia attraverso un autore che scrive un testo. A tratti pirandelliano, i temi principali sono quelli delle paure comuni e meno dell’uomo: dalla paura di innamorarsi, alla paura di disinnamorarsi, o della morte, dai temi più ampi fino alle piccole insicurezze.
Finora non ho mai parlato di cinema italiano, principalmente perché c’è quasi sempre di mezzo qualcuno che conosco, con cui ho lavorato o con cui potrei lavorare in futuro; faccio un’eccezione per il bellissimo lavoro di Patrizia Chericoni (e no, non la conosco) con Salvatores, in parecchi dei suoi film, e in particolare in questo, di cui ho apprezzato moltissimo la narrazione agrodolce, ma soprattutto l’aspetto visivo, una gioia per gli occhi.

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Il quinto elemento, Jean Paul Gaultier

Era il lontano 1997 (quanto sono vecchia) e i film sul futuro ci avevano convinto che ci sarebbero stati in alternativa skateboard volanti o Harrison Ford in impermeabile. Finchè Luc Besson, ispirato in parte da Fritz Lang, ma soprattutto dall’immaginario di Moebius (che collaborò sul film come consulente, e che ha lasciato questo mondo di recente, RIP) non si inventa un film divertente sulla fine del mondo, la cui visione dichiara il suo amore per i fumetti.
Ricca di saturazione nei colori, Il quinto elemento si svolge in una New York surreale e grafica, vestita da Jean Paul Gaultier, che molto prima di DSquared e di Lady Gaga aveva iniziato a lavorare con materiali sintetici come gomme lattice e plastica come fosse in una fabbrica di giocattoli e a scolpire gli abiti come architetture contemporanee e silhouette esagerate.
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La Talpa (comunque Tinker Tailor Soldier Spy era un titolo molto più interessante)

1)Gary Oldman, come volevo che vincessi tu l’Oscar.
2)Cercherò di evitare lo SPOILER spudorato, nel caso magari non leggete tutto il post.
3)Nella mia vita lavorativa mi sono occupata molto più spesso di uomini che di donne, se vi chiedete perché continuo a parlare di film prevalentemente maschili.
4)Tinker Tailor Soldier Spy è davvero bello, guardatelo.
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