I premi che contano 2016 (fate vincere tutto a Mad Max Fury Road)

qui è dove con tutta la mia spocchia vi commento brevemente cosa dicono quest’anno le nomination degli unici premi che mi piacerebbe vincere nella vita

(un altro post con le figurine)
(l’anno scorso ho saltato)

I premi del cinema sono le uniche occasioni in cui quelli che non sono nerd o del mestiere sentono nominare le parole Costume Design. Poi vedono ste sconosciute o sti sconosciuti che ritirano la statuetta in velocità e via, dimenticati di nuovo. qui è dove con tutta la mia spocchia vi commento brevemente cosa dicono quest’anno le nomination degli unici premi che mi piacerebbe vincere nella vita. Mi rammarico della scarsità di link ma cercherò di provvedere

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Prometheus

prometheus_miniSono così indie che il blog è fuori moda (cit.). No, ho tipo cento post in coda ma nel poco tempo libero che ho preferisco vedere film e serie tv (e ehm, andare via per il weekend) piuttosto che scriverne. Per questo anche il post su Prometheus arriva con un ritardo pietoso. Ma da dire ce n’è.

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Fright Night: vampiri e baracconate

A seguito di una lunga e accesissima discussione con alcune amiche riguardo a Twilight (indovinate se io sono una fan di Twilight? bravi) e True Blood, e soprattutto questa cosa LOL che qualsiasi film o serie tv sui vampiri successiva ai libri di Stephenie Meyer contiene una battuta o un riferimento che dissocia il film o serie in questione da Twilight, avevo pensato di scrivere un post diverso dal solito, e anziché dirvi dei costumi di un film specifico, fare un generico post sui costumi dei film e serie tv a tema vampiri.
Epperò.
Secondo Wikipedia Dracula da solo è il secondo personaggio al quale sia stato dedicato il maggior numero di film (il primo è Sherlock Holmes), quindi farne un post unico è fin troppo impegnativo. Quindi mi sto dedicando per voi a guardare un sacco di cose con i vampiri di cui vi dirò man mano e ciò potrebbe o non potrebbe concludersi con un post riassuntivo.
(Anticipazioni: la saga di Underworld, quelli fighi di True Blood, Ian Somerhalder).
Uno dei film del genere che non avevo ancora visto era Fright Night, questo del 2011. Come al solito (prima o poi mi metterò in pari) non ho visto l’originale, quindi parliamo solo del remake.
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Vestirsi al buio: Sookie Stackhouse in True Blood

Dopo Aria Montgomery di Pretty Little Liars e Serena Van Der Woodsen di Gossip Girl, è tempo di proseguire con la terza eroina delle serie da guardare solo per il LOL: Sookie Stackhouse, la protagonista di True Blood. Se la serie ha dalla sua parte alcune premesse che renderebbero impossibile avere personaggi vestiti decentemente (profonda provincia nel profondo sud dell’America, classe media), infatti, sembra che anche la povera Anna Paquin sia vittima di un gusto disgraziato della sua costumista.

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Basics: Alien, uniformi e tute spaziali dal 1979

E’ uscito ieri il trailer di Prometheus, il film diretto da Ridley Scott che precede Alien.
Quindi parliamo di Alien. Va nella categoria Basics perché qualsiasi horror uno possa aver visto, c’è sempre quello che dice “eh, però Alien”, e perché è un film che ha fatto la storia, e che resta un film imprescindibile anche indipendentemente dal gusto personale per il genere.
Uscito nel 1979, grazie all’ambientazione della Nostromo, che aumenta il senso di smarrimento, il cast limitato a otto persone compreso l’alieno, e soprattutto l’alieno creato da H.R. Giger, Alien è 1)uno dei film più spaventosi EVER, 2)una delle tagline più riuscite (in space no one can hear you scream), 3)un bellissimo film che unisce horror e fantascienza e te le spiattella in faccia mentre soffri sul divano perché ci sono alieni che schizzano fuori dalle pance della gente (anche se nel frattempo hai compiuto trent’anni, ehm).
I costumi (di John Mollo, vincitore nel 1978 dell’Oscar per Star Wars) aiutano a rappresentare i personaggi come vere e proprie persone più che stereotipi e caricature tipiche dei film d’azione: i nomi dei membri dell’equipaggio della Nostromo sono unisex anche perché gli autori volevano che fossero dei “caratteri universali”, e che per ogni personaggio potesse essere scelto indipendentemente un uomo o una donna. A partire da questo si capisce dunque perché il gruppo non è composto dalla bella l’eroe il muscoloso l’intelligentone eccetera ma si ha più l’idea di una squadra di gente che lavora insieme, senza accenti di amicizie o rivalità evidenti: l’impressione che ho io è che sia un gruppo variegato di persone che passa mesi interi sulla stessa nave spaziale facendo un lavoro non particolarmente entusiasmante, e sopravvivono di rapporti civili e niente di più per quieto vivere.
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The Woman In Black: nebbia e tanta tanta immaginazione

The Woman In Black non è un film horror.
No, è un film di fantasmi.
E non fa per niente paura, NOOOOOOO.
I miei commenti più frequenti: “see, ciao”, “ma và!dove vaiii” e “MA TU SEI FUORI DI TESTA”.
(Tranne le scene con Daniel Radcliffe con in mano una candela, perché è subito Harry Potter)
Però fa quello che un buon film di fantasmi deve fare: paralizzarti. Quindi nel suo, è un ottimo film.
Però vi avviso, il livello di OMMIODDIOCHIMELHAFATTOFARE è un otto pieno, in cui 7 è The Others e 9 le verità nascoste.
Aggiungi a una storia già inquietante un’ambientazione nebbiosa nella costa inglese, mettila a fine ottocento e illuminata a candele, fatto.

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