The Danish Girl

C’è un’inevitabile fortissima connessione tra personaggio e costume, tra abbigliamento e identità, in “the Danish girl”, di Tom Hooper, versione romanzata della storia di una delle prime donne transgender della storia nei rigidi anni 20 dell’Europa del nord.

Eddie Redmayne vuole un altro oscar! Infatti, dopo averlo già vinto con una storia di trasformazione l’anno scorso con La teoria del tutto, a questo giro interpreta Einer Wegener, pittore danese che realizza di essere in realtà Lili, una donna intrappolata nel corpo sbagliato, e, accompagnato dalla moglie Gerda, artista esordiente che resta al suo fianco nonostante le difficoltà nell’accettare i cambiamenti, riesce a “liberarla”, diventando una delle prime persone nella storia a subire un intervento chirurgico per cambiare sesso.

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I premi che contano 2016 (fate vincere tutto a Mad Max Fury Road)

qui è dove con tutta la mia spocchia vi commento brevemente cosa dicono quest’anno le nomination degli unici premi che mi piacerebbe vincere nella vita

(un altro post con le figurine)
(l’anno scorso ho saltato)

I premi del cinema sono le uniche occasioni in cui quelli che non sono nerd o del mestiere sentono nominare le parole Costume Design. Poi vedono ste sconosciute o sti sconosciuti che ritirano la statuetta in velocità e via, dimenticati di nuovo. qui è dove con tutta la mia spocchia vi commento brevemente cosa dicono quest’anno le nomination degli unici premi che mi piacerebbe vincere nella vita. Mi rammarico della scarsità di link ma cercherò di provvedere

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Macbeth

Ha un’aria da western, la Scozia in cui Justin Kurzel ambienta questa versione di Macbeth, una fredda terra di confine, selvaggia e povera. Un cielo color nebbia e i toni spenti del paesaggio stabiliscono il clima, e Jacqueline Durran realizza i costumi severi che rendono ancora più spettrale e gelida la tragedia di Macbeth e signora.

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Orphan Black

Ogni volta che vedo Orphan Black finisce che mi chiedo: ma la Tatiana Maslany, ce le avrà ogni tanto delle pause? Quanta gente le sta dietro per ricordarle quale personaggio deve fare? Finisce che me lo chiedo, nel senso che me lo chiedo quando l’episodio è finito perchè durante la visione tendo a dimenticare che è sempre la stessa attrice a fare cinque/sei ruoli di cui alcuni sono pure Helena che si spaccia per Sarah che si spaccia per Beth, o Alison che si spaccia per Sarah, o viceversa. Posso dire che la BBC è il meglio del meglio del meglio, anche quando lavora in America?

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Chi ha vinto, chi vince – un riassuntone sui premi

(un post con le figurine)

Domani ci sono le premiazioni degli Oscar! Sappiamo tutti che non saranno divertenti come i Golden Globes dove si ubriacano tutti, e che a me personalmente l’Academy sta antipatica perchè sembra pensare che i costumi notevoli siano solo nei film d’epoca e che nei film contemporanei non ci sia nessun tipo di lavoro, ma rimane il premio più prestigioso, e che tra Sanremo e canale 5 che mette in onda la Grande Bellezza in anticipo di mesi probabilmente Sorrentino ha passato l’ultimo mese a fare gesti scaramantici, ma tant’è- per prepararvi, un riassuntone di chi cosa perchè e di cos’è successo altrove.

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Rush

Bentornati alla rubrica “pettorali che parlano da soli”, detta anche “grazie casting director”. Forse ci voleva Chris Hemsworth per convincermi a vedere un film sulla Formula Uno, per di più di Ron Howard, ma devo dire che Rush mi ha piacevolmente sorpreso. Per quanto parziale il racconto dei fatti sia stato, infatti, ho trovato il film parecchio divertente e bello da vedere.

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#SherlockLives

Sherlock-season-3-Benedict-CumberbatchAdoro Sherlock. E ho trovato l’episodio di apertura della terza stagione davvero divertente e fatto bene, ho trovato molto intelligente il modo in cui hanno gestito il fatto che per due anni i fan della serie non hanno fatto altro che inventarsi teorie su come avrebbero spiegato la finta morte di Sherlock Holmes, così come il budget nettamente più alto concesso alla serie è stato speso molto bene (la mia sarà anche deformazione professionale, ma la BBC è pur sempre una televisione pubblica e per tutta la scena della tube continuavo a chiedermi cosa avessero ricostruito e cosa avessero girato nella tube vera e propria). La cosa forse che aiuta di più la serie, oltre al casting eccezionale, è la durata più lunga del solito, che permette agli autori di espandere argomenti e scene senza dover ricorrere a espedienti frettolosi per chiudere in quaranta minuti tirando tutte le fila. Ho apprezzato anche i rimandi alla fanbase, soprattutto la ragazza che si inventa il finale romantico tra Moriarty e Sherlock. Anche perché vorrei sentire le altre tredici opzioni. 
Insomma, bello.

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Elizabeth – The Golden Age

l_414055_1f000f46L’altra sera distrattamente cercavo qualcosa da vedere dopo quella divertentissima meraviglia che è Pechino Express e mi è capitato davanti per caso Elizabeth: The Golden Age, replicone se non mi ricordo male su Raimovie. (non è bellissimo Raimovie?), o bellissimi di rete4. Film che era perfetto perchè l’avevo pure già visto quindi mi teneva compagnia, faceva da sfondo, ma potevo anche continuare a giocare a Candy Crush senza bisogno di concentrarmi troppo.
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Espiazione – Atonement (dell’arte della trasposizione)

atonement Espiazione è un romanzo di Ian McEwan, da cui è stato tratto un improbabilmente bellissimo film di Joe Wright, nel 2007, con i costumi di Jacqueline Durran, una che tra le altre cose ci ha preso una nomination all’Oscar. Improbabilmente bellissimo perchè il modo in cui il romanzo è narrato non dice “ehi, facciamo un film”, eppure, Wright ci riesce (decisamente meglio che con Orgoglio e Pregiudizio). La cosa interessante dal punto di vista del costume è che il film offre spunti di riflessione rispetto alla questione dell’autenticità e della fedeltà tra testo originale e trasposizione, oltre a contenere l’abito più bello del cinema degli anni duemila so far.

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