Rush

Bentornati alla rubrica “pettorali che parlano da soli”, detta anche “grazie casting director”. Forse ci voleva Chris Hemsworth per convincermi a vedere un film sulla Formula Uno, per di più di Ron Howard, ma devo dire che Rush mi ha piacevolmente sorpreso. Per quanto parziale il racconto dei fatti sia stato, infatti, ho trovato il film parecchio divertente e bello da vedere.

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Il Grande Gatsby

“Che cosa facciamo dopo pranzo?” Esclamò Daisy. “E che cosa facciamo domani? E nei prossimi trent’anni?”. Carey Mulligan interpreta il personaggio di Daisy in modo struggente e fa giustizia a quello che forse è il più grande romanzo della letteratura americana. Quando parla di sua figlia, dicendo “spero che sarà stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida”, si capisce la sua profonda depressione: Daisy non è stupida, è stata educata dalla nascita per essere una cosa sola, un’affascinante e vivace moglie-oggetto, e lei ha raggiunto quell’obiettivo intorno ai 17-18 anni, da lì in poi è tutta una discesa.  E ancora, con Nick, quando gli dice, ho visto di tutto, ho fatto di tutto, ed è tutto terribile. Continue reading “Il Grande Gatsby”

12 anni schiavo

Premessa: decidessi io, 12 anni schiavo agli Oscar vincerebbe TUTTO (lo so che avrei anche già assegnato dei premi a Her, DiCaprio, McConaughey e Leto, ma vabbè: tanto purtroppo non decido io). Ho visto quasi tutti quelli candidati a miglior film e questo è l’unico che mi abbia lasciato davvero senza parole (in senso positivo; altri mi hanno lasciato senza parole per il solo fatto di esser stati inclusi nella rosa). Sugli Oscar e i meccanismi che li governano però vi rimando a questi due post di Gardy che è meglio informata.

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The Grandmaster

Ammetto di non essere propriamente una fan delle arti marziali, e che The Grandmaster mi ha annoiato parecchio: di Kar Wai Wong (o Wong Kar Wai?) credo di aver visto solo In the mood for love (voi direte, quello sì che sprizzava di vita, potevo essere più preparata in effetti) e sinceramente questa epica storia di kung fu è troppo di kung fu, nonostante l’ambientazione ricca di spunti sulla situazione cinese e il conflitto tra tradizione e cambiamento.

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The Counselor

Visto che ho investito ben tre ore della mia vita (tra andare al cinema e tornare) per vedere questo film senza poterne ricavare nulla di costruttivo scriviamo almeno dei vestiti, và. Intanto: forse sono io tonta, ma qualcuno mi deve spiegare perchè il sottotitolo italiano è il procuratore se poi nel film tutti chiamano Fassbender avvocato. Seconda cosa: io quando ho voglia di fare qualcosa chiamo i miei amici, Ridley Scott chiama la cinquina di fighi Fassbender-Pitt-Bardem-Cruz-Diaz, ma davvero c’era bisogno di scomodare un cast così per questa noia? Le premesse c’erano, la trama pareva interessante e Cormac McCharty alla sceneggiatura alzava le aspettative, ma se dovessi dare un giudizio schietto sarebbe PECCATO.

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The Hunger Games: Catching fire (La ragazza di fuoco)

Trish Summerville faceva la stylist per pubblicità e video prima che David Fincher le desse l’opportunità di esordire nel cinema con Millennium, e il risultato è l’indimenticabile Lisbeth Salander di Rooney Mara. Nel secondo capitolo degli Hunger Games, Catching Fire, il suo intervento di rielaborazione rispetto alla prima parte, i cui costumi erano stati creati da Judianna Makowsky è segnato soprattutto dal modo in cui ha cambiato il suo ruolo da costumista a direttrice dei costumi; per arricchire la Capitol del film infatti si è avvalsa soprattutto di collaborazioni ben selezionate; Alexander McQueen, Cerre (luxury brand di pelle che già aveva realizzato la giacca di pelle di Salander in Millennium), House of Worth e altri. Continue reading “The Hunger Games: Catching fire (La ragazza di fuoco)”

Frozen – il regno di ghiaccio

649fb29f9c579e7a-Frozen_groupSì, pure i film animati hanno i costumi, e se il collegamento tra Disney e costumi non è mai stato dei più ovvi, nel caso di Frozen (Jennifer Lee, Chris Buck) non si può tralasciare la bellezza degli abiti e della loro resa praticamente realistica.  Mike Giaimo, art director del film, l’ha descritto come “il più elaborato film animato in costume finora”.

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Dallas Buyers Club

EXCLUSIVE: Matthew McConaughey and Jared Leto film scenes together for The Dallas Buyers Club in New Orleans.Sottotitolo: Leonardo Di Caprio non vincerà l’Oscar neanche quest’anno. Sottotitolo #2: Jared Leto non solo è più figo di te (e ha degli schatush migliori dei tuoi), è anche comunque più figa di te. Continue reading “Dallas Buyers Club”

Blue Jasmine

article-2430992-183C7CC200000578-806_634x454 …Voi quante ne avete, di sorelle che vi comprerebbero una Baguette di Fendi con nonchalance? Per me la scena di Blue Jasmine che meglio definisce il rapporto tra Jasmine (Cate Blanchett) e la sorella Ginger (Sally Hawkins) è proprio quella del flashback: non è che Ginger sia una ignorante che non ha mai sentito nominare le grandi firme, ma si rende perfettamente conto di non potersele permettere, come che non userebbe mai una Baguette di Fendi come si deve. Continue reading “Blue Jasmine”