Il Grande Gatsby

“Che cosa facciamo dopo pranzo?” Esclamò Daisy. “E che cosa facciamo domani? E nei prossimi trent’anni?”. Carey Mulligan interpreta il personaggio di Daisy in modo struggente e fa giustizia a quello che forse è il più grande romanzo della letteratura americana. Quando parla di sua figlia, dicendo “spero che sarà stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida”, si capisce la sua profonda depressione: Daisy non è stupida, è stata educata dalla nascita per essere una cosa sola, un’affascinante e vivace moglie-oggetto, e lei ha raggiunto quell’obiettivo intorno ai 17-18 anni, da lì in poi è tutta una discesa.  E ancora, con Nick, quando gli dice, ho visto di tutto, ho fatto di tutto, ed è tutto terribile. Continue reading “Il Grande Gatsby”

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Romeo+Juliet, era il 1996

Era il lontano 1997, quelli della mia età andavano ancora a scuola, un posto dove per insegnare Shakespeare si faceva vedere Zeffirelli (la mia professoressa invece ci portava a vedere Ferdinando Bruni, ma questa è un’altra storia), e Leonardo DiCaprio doveva ancora imbarcarsi sul Titanic, Claire Danes doveva ancora diventare pazza precisa (cit.) e quell’altro non aveva ancora iniziato a gridare WALT fracassandoci l’anima. Io ascoltavo i Radiohead, sono andata al cinema senza sapere nulla di Baz Luhrmann, sono uscita dal cinema che avevo deciso che volevo lavorare nel cinema.

Prima che diciate qualsiasi cosa, non paragonerò questo Romeo + Juliet al Romeo e Giulietta di Zeffirelli. Non ce n’è motivo. Sono due cose diverse. Fine dell’argomento Zeffirelli. Vi giuro. Quindi quando adesso dirò che BAZ LUHRMANN E’ UN GENIO non scrivetemi nei commenti “si ma Zeffirelli”.

BAZ LUHRMANN E’ UN GENIO.

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