Brooklyn

Brooklyn è una deliziosa storia di emigrazione e amore ambientata nei primi anni 50 tra il più piccolo dei paesini di provincia irlandesi e Brooklyn, appunto. Protagonista è Saoirse Ronan, una che non vince abbastanza premi solo perchè in giro c’è Jennifer Lawrence, o se no non me lo spiego. Qui un adorabile video in cui illustra la pronuncia dei nomi irlandesi, per la vostra gioia.  Curiosamente, Brooklyn è anche il centesimo film che ho visto quest’anno con dentro Domnhall Gleeson, che va un casino quest’anno.

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Breaking Bad – intro

pilotAllora.
Sui costumi di Breaking Bad c’è un sacco da dire.
C’è un sacco da dire su Breaking Bad, in generale.
Purtroppo io ero impegnata a fare altro e a guardare serie mediocri prima di scoprire questo capolavoro dell’intrattenimento americano, quindi non faccio in tempo a dirvi tutto per bene e come vorrei prima del gran finale di domani. Quindi questa, come dice il titolo, è un’introduzione ai post che seguiranno su Breaking Bad. Comunque ci sono degli spoilers giganti per chi non è arrivato a mangiarsi le unghie in attesa dell’episodio finale.

Mi sento anche di avvertirvi subito che sui colori di Breaking Bad ci sono un milione di teorie alle quali eviterò di fare riferimento: a parte che sono troppe, come sapete se state ancora leggendo, scopriremo come finisce tutto intorno a domani (scopriremo? io scoprirò, e se non fosse che domani ho da registrare un rvm mi darei malata per stare a casa e piangere come Aaron Paul) o nei prossimi giorni (no davvero, voglio vedere chi è in grado di aspettare), quindi fare un commento a posteriori mi sembra più costruttivo delle teorie del complotto!!1!. L’unica cosa che mi sento di sottolineare è che il modo in cui è vestito Walter nel punto in cui lo abbiamo lasciato nell’ultimo episodio è lo stesso in cui festeggia il suo compleanno con la colazione gratis, quindi. Il cerchio si chiude (cioè, la verità è che le teorie del complotto non sono il mio forte). Continua a leggere

Jane Eyre (quello con Fassbender che fa gli occhioni)

Nel quale ammetto pubblicamente di non aver mai letto il libro, ma un po’ che anche questo Jane Eyre è candidato all’Oscar per i migliori costumi, un po’ che ho un debole per i drammi ottocenteschi. Il costumista Micheal O’Connor è uno che si è costruito una buona reputazione sia in teatro che in film di ambientazione storica (ha già vinto un Oscar per The duchess), e questo Jane Eyre forse non supera né Hugo né The Artist, ma in questo film chapeau. bravo. bello.  continua a leggere