Chi ha vinto, chi vince – un riassuntone sui premi

(un post con le figurine)

Domani ci sono le premiazioni degli Oscar! Sappiamo tutti che non saranno divertenti come i Golden Globes dove si ubriacano tutti, e che a me personalmente l’Academy sta antipatica perchè sembra pensare che i costumi notevoli siano solo nei film d’epoca e che nei film contemporanei non ci sia nessun tipo di lavoro, ma rimane il premio più prestigioso, e che tra Sanremo e canale 5 che mette in onda la Grande Bellezza in anticipo di mesi probabilmente Sorrentino ha passato l’ultimo mese a fare gesti scaramantici, ma tant’è- per prepararvi, un riassuntone di chi cosa perchè e di cos’è successo altrove.

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Romeo+Juliet, era il 1996

Era il lontano 1997, quelli della mia età andavano ancora a scuola, un posto dove per insegnare Shakespeare si faceva vedere Zeffirelli (la mia professoressa invece ci portava a vedere Ferdinando Bruni, ma questa è un’altra storia), e Leonardo DiCaprio doveva ancora imbarcarsi sul Titanic, Claire Danes doveva ancora diventare pazza precisa (cit.) e quell’altro non aveva ancora iniziato a gridare WALT fracassandoci l’anima. Io ascoltavo i Radiohead, sono andata al cinema senza sapere nulla di Baz Luhrmann, sono uscita dal cinema che avevo deciso che volevo lavorare nel cinema.

Prima che diciate qualsiasi cosa, non paragonerò questo Romeo + Juliet al Romeo e Giulietta di Zeffirelli. Non ce n’è motivo. Sono due cose diverse. Fine dell’argomento Zeffirelli. Vi giuro. Quindi quando adesso dirò che BAZ LUHRMANN E’ UN GENIO non scrivetemi nei commenti “si ma Zeffirelli”.

BAZ LUHRMANN E’ UN GENIO.

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Shame

Shame è un film che disturba. Mi direte, sì, bla bla, l’hanno detto tutti. Mi aspettavo infatti che mi disturbasse molto di più.
Quello che più infastidisce e mette a disagio lo spettatore è la trasformazione di uno bello, attraente e elegante come Micheal Fassbender in una persona insopportabile da guardare, faticosa da reggere con lo sguardo. Si dice che gli attori facciano il loro lavoro al meglio quando non si vede più la recitazione, quando non viene spontaneo, durante una scena, dire “quant’è bravo Fassbender”, riconoscere l’attore dietro al personaggio.
Questo film distrugge completamente l’immagine di quel figo di Micheal Fassbender per farne altro, ed è difficile non pensare all’attore e all’interpretazione.
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Ides of march

Oppure “Ryan Gosling e l’importanza dei capispalla”. Dopo il famoso giubbotto di Drive, il capo che più resta impresso di Le idi di marzo è il cappotto marrone di Stephen Meyers. Vestire gli uomini è sempre più difficile che vestire le donne, in particolare in un ambiente istituzionale come quello politico. Lontani dagli obbrobri di moda del parlamento italiano, però, negli Stati Uniti il look della classe politica è sempre più simile a quello dei dirigenti d’azienda, formale senza eccezioni. Anche per questo Louise Frogley, costumista di diversi titoli di Clooney, rinuncia a Armani e Gucci per i due protagonisti scegliendo dei tagli di abito più tradizionali. Che poi, voglio dire, facile vestire George Clooney e Ryan Gosling; quei due tripponi di Paul Giamatti e Philip Seymour Hoffman, un po’ meno.

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Bridesmaids

Mi è piaciuto molto questo film, commedia femminile che non ha nulla da invidiare a quelle più maschili(-ste) che si vedono di solito. Kristen Wiig, regina del Saturday Night Live, interpreta Annie, una ragazza in crisi che tracolla definitivamente quando la sua migliore amica le chiede di farle da damigella d’onore: ogni tappa prematrimoniale si rivela un disastro che metterà in crisi il loro rapporto, incrinato anche dall’ingombrante presenza di Helen, futura cognata e aspirante damigella d’onore. I costumi sono firmati da Leesa Evans e Christine Wada, due che di comedy ne sanno a pacchi.

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Melancholia

Lars Von Trier o lo si ama o lo si odia, è un dato di fatto.
Melancholia è un film così bello, straziante e dolorosamente vero che parlarne solo per dire dei costumi mi sembra troppo poco.
Kirsten Dunst interpreta Justine, un personaggio così tormentato da non poter affrontare il suo stesso ricevimento di nozze in serenità ma che si troverà perfettamente a suo agio con l’inevitabile scontro del pianeta Melancholia con la Terra. E’ Charlotte Gainsbourg (bella! ma bella! spettacolare!) nel ruolo di sua sorella, Claire, che al contrario cerca di tenere sotto controllo la festa di matrimonio più disastrosa EVER in tutti i modi che può ma schizza fuori di cervello all’idea dell’imminente fine del mondo.

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