Reset

nel 2016 ho visto tante cose, ma ne ho fatte anche moltissime e questo è il motivo per cui questo blog non solo non è stato aggiornato da un pezzo, ma proprio ci ho pensato pochissimo. In compenso vedo che vive di vita propria anche se non lo apro (sarei curiosa di sapere se poi tutte le persone arrivate qui cercando il costume di Elsa di Frozen l’abbiano poi realizzato, e com’è andato l’esame di quella che cercava una tesina su Espiazione)
Però ci sono delle cose che ho visto e su cui ho fatto delle riflessioni e mi sembrava brutto buttarle lì così senza un minimo di preavviso, quindi eccovi un bel post di varie e eventuali

Continue reading “Reset”

Advertisements

Lo chiamavano Jeeg Robot: i costumi raccontati da Mary Montalto

Dopo aver visto Lo chiamavano Jeeg Robot avrei voluto dire e scrivere un milione di cose. Ma ehi! ho aspettato a scrivere, primo un po’ perchè sicuro tutti avrebbero avuto da dire delle cose più intelligenti, (e puntualmente, eccole) secondo ero in attesa di Contributi Esclusivi Bellissimi Che Trovate Più Avanti.

Diciamo che avevo l’aspettativa abbastanza alta, perchè sono una fan delle persone che provano a fare qualcosa di diverso, ma sono rimasta comunque spiazzata da quanto è stato entusiasmante.

Continue reading “Lo chiamavano Jeeg Robot: i costumi raccontati da Mary Montalto”

Revenant

DiCaprio è vegetariano, dai. Qui si mangia la carne cruda. Una mia amica di recente ha scritto: “Se leo perde in favore di Matt Damon mi lascio morire attaccata a una porta alla deriva nell’Oceano”. E insomma, diciamo che sono abbastanza d’accordo. Un po’ perchè Leonardo DiCaprio se lo merita l’Oscar*, indipendentemente dal film: BASTA dategli un premio; ma soprattutto perchè nel 2016 evidentemente si può sopravvivere attaccati a un tronco in un fiume ghiacciato, nudi nella neve, digiuni da giorni, feriti da mamma orsa, grazie a vestiti che non si congelano e pellicce impermeabili.

Continue reading “Revenant”

Carol, un punto di rosso

Sono uscite le nomination agli Oscar di quest’anno, e se la cinquina può considerarsi abbastanza scontata come al solito (film d’epoca e fantasy), ho trovato abbastanza sorprendente che comprenda due film a firma della stessa costumista, già vincitrice di tre Oscar (per Shakespeare in Love, the Aviator e the Young Victoria): Sandy Powell, nominata sia per Cinderella (vedi qui) che per Carol.

Continue reading “Carol, un punto di rosso”

“Tutti si vestono al mattino, quindi tutti hanno qualcosa da dire”

Se sapete l’inglese, prendetevi un quarto d’ora e ascoltate l’intervento TED di Kristin Burke, costumista e curatrice del blog frocktalk: tra le cose che dice per spiegare il mestiere di costumista, c’è esattamente questa, “everybody gets dressed in the mornings, so everyone has an opinion”. Ci tengo sempre a sottolineare la differenza tra costumista e stylist perché se vuoi fare un buon lavoro, non stai solo vestendo qualcuno per farlo sembrare carino, ma gli stai creando un personaggio. Io sul lavoro lo faccio anche con le comparse (cosa che spiegavo nei commenti a Thor: The dark world); magari è solo un minimo, un accenno: si sta sempre parlando di persone sullo sfondo, però c’è. Eppure tra le cose che mi sono state dette quando mi si chiede che lavoro faccia e io rispondo faccio la costumista, quelle più ricorrenti sono: e quindi sai cucire?/ ma perché, che costumi ci sono da *** (titolo del programma per cui lavoro)/ e quindi in pratica cosa fai?

Continua a leggere

Espiazione – Atonement (dell’arte della trasposizione)

atonement Espiazione è un romanzo di Ian McEwan, da cui è stato tratto un improbabilmente bellissimo film di Joe Wright, nel 2007, con i costumi di Jacqueline Durran, una che tra le altre cose ci ha preso una nomination all’Oscar. Improbabilmente bellissimo perchè il modo in cui il romanzo è narrato non dice “ehi, facciamo un film”, eppure, Wright ci riesce (decisamente meglio che con Orgoglio e Pregiudizio). La cosa interessante dal punto di vista del costume è che il film offre spunti di riflessione rispetto alla questione dell’autenticità e della fedeltà tra testo originale e trasposizione, oltre a contenere l’abito più bello del cinema degli anni duemila so far.

Continua a leggere