Revenant

DiCaprio è vegetariano, dai. Qui si mangia la carne cruda. Una mia amica di recente ha scritto: “Se leo perde in favore di Matt Damon mi lascio morire attaccata a una porta alla deriva nell’Oceano”. E insomma, diciamo che sono abbastanza d’accordo. Un po’ perchè Leonardo DiCaprio se lo merita l’Oscar*, indipendentemente dal film: BASTA dategli un premio; ma soprattutto perchè nel 2016 evidentemente si può sopravvivere attaccati a un tronco in un fiume ghiacciato, nudi nella neve, digiuni da giorni, feriti da mamma orsa, grazie a vestiti che non si congelano e pellicce impermeabili.

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Il Grande Gatsby

“Che cosa facciamo dopo pranzo?” Esclamò Daisy. “E che cosa facciamo domani? E nei prossimi trent’anni?”. Carey Mulligan interpreta il personaggio di Daisy in modo struggente e fa giustizia a quello che forse è il più grande romanzo della letteratura americana. Quando parla di sua figlia, dicendo “spero che sarà stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida”, si capisce la sua profonda depressione: Daisy non è stupida, è stata educata dalla nascita per essere una cosa sola, un’affascinante e vivace moglie-oggetto, e lei ha raggiunto quell’obiettivo intorno ai 17-18 anni, da lì in poi è tutta una discesa.  E ancora, con Nick, quando gli dice, ho visto di tutto, ho fatto di tutto, ed è tutto terribile. Continue reading “Il Grande Gatsby”

The Wolf of Wall Street

Difficile concentrarsi sui costumi in un film dove ci sono nani che vengono lanciati, pesci rossi inghiottiti e ragazze rivestite di mazzette di denaro, eppure la ricostruzione di Wall Street negli anni 90 ad opera di Sandy Powell merita un paio di note. (questo l’ho scritto prima che questo post diventasse logorroico).

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Romeo+Juliet, era il 1996

Era il lontano 1997, quelli della mia età andavano ancora a scuola, un posto dove per insegnare Shakespeare si faceva vedere Zeffirelli (la mia professoressa invece ci portava a vedere Ferdinando Bruni, ma questa è un’altra storia), e Leonardo DiCaprio doveva ancora imbarcarsi sul Titanic, Claire Danes doveva ancora diventare pazza precisa (cit.) e quell’altro non aveva ancora iniziato a gridare WALT fracassandoci l’anima. Io ascoltavo i Radiohead, sono andata al cinema senza sapere nulla di Baz Luhrmann, sono uscita dal cinema che avevo deciso che volevo lavorare nel cinema.

Prima che diciate qualsiasi cosa, non paragonerò questo Romeo + Juliet al Romeo e Giulietta di Zeffirelli. Non ce n’è motivo. Sono due cose diverse. Fine dell’argomento Zeffirelli. Vi giuro. Quindi quando adesso dirò che BAZ LUHRMANN E’ UN GENIO non scrivetemi nei commenti “si ma Zeffirelli”.

BAZ LUHRMANN E’ UN GENIO.

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