Macbeth

Ha un’aria da western, la Scozia in cui Justin Kurzel ambienta questa versione di Macbeth, una fredda terra di confine, selvaggia e povera. Un cielo color nebbia e i toni spenti del paesaggio stabiliscono il clima, e Jacqueline Durran realizza i costumi severi che rendono ancora più spettrale e gelida la tragedia di Macbeth e signora.

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12 anni schiavo

Premessa: decidessi io, 12 anni schiavo agli Oscar vincerebbe TUTTO (lo so che avrei anche già assegnato dei premi a Her, DiCaprio, McConaughey e Leto, ma vabbè: tanto purtroppo non decido io). Ho visto quasi tutti quelli candidati a miglior film e questo è l’unico che mi abbia lasciato davvero senza parole (in senso positivo; altri mi hanno lasciato senza parole per il solo fatto di esser stati inclusi nella rosa). Sugli Oscar e i meccanismi che li governano però vi rimando a questi due post di Gardy che è meglio informata.

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The Counselor

Visto che ho investito ben tre ore della mia vita (tra andare al cinema e tornare) per vedere questo film senza poterne ricavare nulla di costruttivo scriviamo almeno dei vestiti, và. Intanto: forse sono io tonta, ma qualcuno mi deve spiegare perchè il sottotitolo italiano è il procuratore se poi nel film tutti chiamano Fassbender avvocato. Seconda cosa: io quando ho voglia di fare qualcosa chiamo i miei amici, Ridley Scott chiama la cinquina di fighi Fassbender-Pitt-Bardem-Cruz-Diaz, ma davvero c’era bisogno di scomodare un cast così per questa noia? Le premesse c’erano, la trama pareva interessante e Cormac McCharty alla sceneggiatura alzava le aspettative, ma se dovessi dare un giudizio schietto sarebbe PECCATO.

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X-Men First Class: supereroi e vintage

Ci sono film che vanno visti perché sono importanti, film da vedere per cultura, film da vedere per informazione, e poi c’è la maggioranza che sono i film da vedere solo per puro divertimento. Come per esempio i film dei fumetti. Agevolo precedenti di alto livello.
Dopo aver quasi completamente rimosso dalla mia memoria i precedenti film di x-men, guardo X-Men First Class con ignoranza e pop-corn. Ovviamente il fumetto non l’ho letto (la mia conoscenza di fumetti si limita a un’insana devozione per Dylan Dog) perciò il commento sui costumi ne tiene conto fino a un certo punto. Del resto qui si parla di film.
Tanto per introduzione, saltiamo il passaggio in cui il giovane Erik viene torturato dai nazisti e Charles Xavier fa amicizia con la ragazza blu e passiamo direttamente a quello che è il presente del film: gli anni 60. Anche se in questo caso l’impronta di base è vintage ma con un’aria contemporanea – soprattutto sugli abiti maschili, Film di supereroi ambientato negli anni 60 per quanto riguarda i costumi può voler dire solo una cosa: figata. continua a leggere