“I vestiti dei sogni”

Una mostra dedicata ai costumisti italiani nel cinema internazionale e non solo: è “I vestiti dei sogni: La scuola dei costumisti italiani nel cinema“, a Roma fino al 22 marzo a Palazzo Braschi. Non ho avuto modo di vederla perchè ehm, abito a Milano, ma i nomi coinvolti, da Tosi a Pescucci, sembrano invitanti. Se qualcuno ha dei suggerimenti o recensioni si faccia avanti che prendo un agile frecciarossa.

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Hollywood Costume – Victoria & Albert Museum, London

VA-Hollywood-Costume-J1-1010x794 Questo non è un post su una mostra. Perchè quella non è una mostra, è LA MOSTRA. Definitiva.
Sono andata a Londra carica di aspettative e devo dire che non sono state deluse. Hollywood Costume non vale solo i soldi del biglietto per il V&A, vale quasi quasi anche i soldi del biglietto dell’aereo. Giuro.
Il perchè del mio entusiasmo è facile da spiegare: la mostra è la creatura di una costumista, Deborah Nadoolman Landis (che ne sa a pacchi e ha firmato un botto di film che vi piacciono), e infatti non si tratta solo di una bella sala con dei vestiti sui manichini, ma una vera e propria esplorazione di ogni aspetto del lavoro del costumista. YAY. Inutile dire che ci voleva una costumista per farlo.

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London Tales

Agosto 2012, a Londra ci sono le olimpiadi. La città è piena di entusiasmo e colori e cose da fare. Io ho avuto tre giorni off dal lavoro e credo di aver speso di più in quei tre giorni tra mezzi di trasporto e cataloghi di mostre che per il biglietto dell’aereo. Ma Londra è un posto così, grande e dispersiva e caotica, e io mi sento subito a casa.
Alla Serpentine Gallery c’era una bellissima mostra di Yoko Ono, commovente e tenera, oltre che al padiglione di Herzog & De Meuron, due architetti che mi piacevano molto quando studiavo (poi io ho cambiato strada, loro no, meno male). E alla Tate Modern una bella selezione piuttosto completa di Damien Hirst, e un punto di vista interessante su Edvard Munch (che si faceva le foto con Instagram molto prima di Instagram), e la suggestiva performance di Tino Sehgal in cui, in sostanza, degli sconosciuti venivano a raccontarti i fatti loro oppure cantavano. Epico.
Ma comunque, io ero là a lavorare. Per le Olimpiadi. Ero là a lavorare alle Olimpiadi. Applausi. Grazie.

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