12 anni schiavo

Premessa: decidessi io, 12 anni schiavo agli Oscar vincerebbe TUTTO (lo so che avrei anche già assegnato dei premi a Her, DiCaprio, McConaughey e Leto, ma vabbè: tanto purtroppo non decido io). Ho visto quasi tutti quelli candidati a miglior film e questo è l’unico che mi abbia lasciato davvero senza parole (in senso positivo; altri mi hanno lasciato senza parole per il solo fatto di esser stati inclusi nella rosa). Sugli Oscar e i meccanismi che li governano però vi rimando a questi due post di Gardy che è meglio informata.

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Shame

Shame è un film che disturba. Mi direte, sì, bla bla, l’hanno detto tutti. Mi aspettavo infatti che mi disturbasse molto di più.
Quello che più infastidisce e mette a disagio lo spettatore è la trasformazione di uno bello, attraente e elegante come Micheal Fassbender in una persona insopportabile da guardare, faticosa da reggere con lo sguardo. Si dice che gli attori facciano il loro lavoro al meglio quando non si vede più la recitazione, quando non viene spontaneo, durante una scena, dire “quant’è bravo Fassbender”, riconoscere l’attore dietro al personaggio.
Questo film distrugge completamente l’immagine di quel figo di Micheal Fassbender per farne altro, ed è difficile non pensare all’attore e all’interpretazione.
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