Only Lovers Left Alive

435 Divertente ma pretenzioso è quello che ho pensato di questo film uscita dal cinema – unica proiezione milanese, preserale sottotitolata all’interno di una rassegna che passava film da festival, nonostante la presenza di Tom Hiddleston. Il pubblico – che ci aspettavamo solo popolato di fangirls – in realtà era per lo più composto da estimatori di Jim Jarmusch, come me (coff coff). Non che sia un brutto film, ma mi era stato venduto come molto più bello e devo dire che, essendo davvero un’estimatrice di Jarmusch (voglio dire, Tom Waits, Joe Strummer – quest’uomo riesce sempre a radunare la mia gente preferita al mondo), Only Lovers Left Alive non brilla come i suoi lavori precedenti.

Certo il romanticismo messo in scena da Jarmusch è difficile da criticare, riuscendo nella doppia impresa di fare un film sui vampiri senza scadere nei cliché che i film sui vampiri in giro dalla nascita del cinema hanno troppo spesso riciclato, e di fare un film d’amore con due persone quasi sempre arrotolate l’una all’altra senza che diventi stucchevole o forzato. Quello che secondo me è il punto chiave della storia di Jarmusch è l’ironia, tipica del regista, di dialoghi e situazioni, che purtroppo diventa elitaria, leggermente snob, per riassumere, troppo.

Fotografia e regia sono molto più “lucidate” rispetto ad altri lavori di Jarmusch, con un’aria decisamente più sofisticata e ricercata, aiutata dalle location strepitose, scelte tra i sobborghi decadenti di Detroit e i labirinti di Tangeri. Allo stesso tempo i costumi dei protagonisti, oltre ad aiutare tumblr intero nella produzione di gifset, non sono per niente banali, con tutto che Tom Hiddleston è (per la gioia di tutte) quasi sempre senza maglietta e a Tilda Swinton starebbe bene anche un sacco di iuta.

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Thor: the dark world

thor-dark-world-pictures-malekith Confesso: tra le cose che ho fatto domenica scorsa, che era tra l’altro il mio compleanno, c’è stato il ritagliarmi qualche ora sul divano per rivedere Thor e The Avengers prima di andare a vedere Thor: The Dark World.
Allora.
Non fatelo.
Potreste come me avere troppo vivida la memoria dei precedenti e rendervi conto sbadigliando a metà film che Thor: The Dark World è un film, uhm, noiosetto, specie se durante la visione vi vengono in mente troppo spesso termini come “fanfiction” “fanservice” e “cheppalle aridatece Loki”. Ma è un filmone Marvel, quindi ha comunque i suoi pro. L’aspetto visivo ovviamente è strepitoso.

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The Avengers: believe the hype

Spoiler: Loki è un superfigo ma vincono i buoni.
Ultimamente sembra che il criterio di valutazione dei film spazi tra “genio” e “cagata” senza vie di mezzo: The Avengers aveva un hype pre-uscita altissimo, tant’è che sono corsa a vederlo IERI. E devo dire che l’aspettativa è stata ampiamente soddisfatta, il film è divertente, si è riso molto, ci sono un sacco di personaggi bellissimi, Joss Whedon riesce a farne una storia coinvolgente (non che sia l’ultimo dei pirla, sia chiaro), che dura più di due ore e non stanca ma DIVERTE MOLTISSIMO! L’HYPE AVEVA RAGIONE! Interessante lo sviluppo di alcuni personaggi, in particolare il Bruce Banner di Mark Ruffalo e la crescita di Natasha/Black Widow.
I costumi li ha realizzati Alexandra Byrne, già costumista di Thor, e il suo lavoro segue le scelte di regia nel creare una squadra da un gruppo di persone che più divergenti non potrebbero essere, sviluppando individualmente soprattutto la versione “in borghese” dei supereroi fino al momento in cui non diventano effettivamente un team.

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Thor

Che gran figo questo Thor, lo dico subito, a scanso di equivoci: Chris Hemsworth è figo.
Ed è decente anche il film: Kenneth Branagh, regista e attore tutto Shakespeare, riesce a fare un buon film action e fantasy sulla base di un fumetto in giro da 50 anni basato sulla mitologia nordica che si svolge in parte sul pianeta Terra in tempi attuali compatibili con gli altri film Marvel di questo ciclo E ci mette ugualmente Shakespeare in mezzo, e il tutto – wait for it – funziona. Eppure è la storia di un palestrato con un martello spaziale che scatena tempeste.
Lasciando da parte l’immaginario oscuro e intimista di film come Watchmen, Sin City e The Dark Knight (che comunque mi piace un casino) Thor è molto più vicino al comic-action-fantasy degli Iron Man (infatti attendo con impazienza l’uscita di The Avengers).
I costumi, di Alexandra Byrne, premio Oscar per Elizabeth: The Golden Age, riflettono tutte queste complicazioni con coerenza e attenzione particolare eccetera eccetera bla bla ricerca bla… che figata.
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