The Hunger Games: Catching fire (La ragazza di fuoco)

Trish Summerville faceva la stylist per pubblicità e video prima che David Fincher le desse l’opportunità di esordire nel cinema con Millennium, e il risultato è l’indimenticabile Lisbeth Salander di Rooney Mara. Nel secondo capitolo degli Hunger Games, Catching Fire, il suo intervento di rielaborazione rispetto alla prima parte, i cui costumi erano stati creati da Judianna Makowsky è segnato soprattutto dal modo in cui ha cambiato il suo ruolo da costumista a direttrice dei costumi; per arricchire la Capitol del film infatti si è avvalsa soprattutto di collaborazioni ben selezionate; Alexander McQueen, Cerre (luxury brand di pelle che già aveva realizzato la giacca di pelle di Salander in Millennium), House of Worth e altri. Continue reading “The Hunger Games: Catching fire (La ragazza di fuoco)”

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Lisbeth Salander, versione Fincher

David Fincher, ricordiamolo per gli ignoranti, è uno che ha messo al mondo cose bellissime di vario genere, e che quindi questo Millennium versione amerigana, messo in mano a lui, era difficile venisse male. In una recente discussione su questo film, all’ovvia domanda “bello, ma c’era bisogno di fare un remake di un film di tre anni fa?” a un certo punto si è detto che grazie al cazzo anch’io se mi dai un budget amerigano rifaccio fame chimica con scorsese natalie portman e jude law. Che è un po’ quello che viene facile pensare su un film che prende un dignitoso progetto tutto svedese e lo trasforma in tutt’altra cosa.
Il fatto che gli attori principali siano in questa versione un James Bond e una trasformata Rooney Mara aiuta a stabilire già tutto un altro stile al film, che eredita dal libro i dettagli e le descrizioni dando però al tutto un’aria più fredda e alienata dell’originale. Continue reading “Lisbeth Salander, versione Fincher”